Studi su farmaci e tossicità grazie alle nanotecnologie

L’AQUILA. Valutare la tossicità potenziale di farmaci, così come prevenirne gli effetti collaterali con una tecnologia innovativa. Questo, uno degli obiettivo del progetto TwistedNano, finanziato...
L’AQUILA. Valutare la tossicità potenziale di farmaci, così come prevenirne gli effetti collaterali con una tecnologia innovativa. Questo, uno degli obiettivo del progetto TwistedNano, finanziato dall’Unione europea che vedrà l’Università dell’Aquila capofila e, tra i soggetti partner, l’Istituto italiano di tecnologia, il Max Planck Institute e Dompé Farmaceutici. Il budget è di 4 milioni di euro. Il presupposto teorico di base parte dalla considerazione che i composti chimici sono fatti per lo più di molecole chirali. Molecole uguali per formula chimica e struttura ma che sono speculari, quindi orientate in maniere diversa nello spazio. E questo può provocare diversi effetti biologici. Un noto esempio è la talidomide, farmaco commercializzato negli anni ‘50 e ‘60 per alleviare le nausee mattutine delle donne incinte. Provocò, in alcuni casi gravi, malformazioni nei bambini.
Di qui, l’intervento delle nanotecnologie per sviluppare «dispositivi che siano in grado di utilizzare la luce per misurare al nanolitro i componenti del singolo farmaco», come ha spiegato il professor Andrea Marini. A presentare il progetto, il rettore Edoardo Alesse e il prorettore vicario, Antonio Mecozzi, le docenti Anna Maria Cimini, Alessandra Continenza e Isabella Daidone, insieme a Domenico Bonanni di Dompè. In collegamento, Francesco Tani (Max Planck Institute), Andrea Toma e Francesco Di Stasio (Istituto italiano di tecnologia) e Giovanni Melle (Foresee Biosystems). (fab.i.)
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