Sul caso depuratori si muove la Procura

14 Marzo 2017

Dossier del Centro giuridico: sono insufficienti. Confagricoltura: l’anno scorso salmonella e divieto di irrigare per 3 mesi

AVEZZANO. Un depuratore che non depura. Con problemi per l’agricoltura. In un dossier presentato dal Centro giuridico del cittadino il problema ambientale nella città di Avezzano e nel Fucino riesplode in tutta la sua drammaticità. Tanto che si è mossa anche la Procura.

Attualmente la struttura di Pozzillo dovrebbe essere al servizio di 17mila abitanti per esclusivo uso domestico, per altri 40mila dovrebbe pensarci il depuratore di Strada 2 (di cui 7mila aziende del nucleo industriale).

«L’apertura del nuovo depuratore di Avezzano in prossimità del nucleo industriale avrebbe dovuto risolvere lo smaltimento del refluo fognario», ha spiegato Augusto Di Bastiano, responsabile del Centro giuridico del cittadino, «questa città ha sempre avuto problemi e mi sembra di ricordare che Pozzillo smaltiva solamente i reflui di 20mila abitanti. Il nuovo depuratore avrebbe dovuto lavorare reflui per 40mila, per una portata massima di 9mila e 600metri cubi giornalieri. Poi ci sono i reflui delle frazioni, che però non vengono smaltiti».

Secondo Di Bastiano, nonostante i depuratori siano pensati per trattare i reflui di oltre 60mila abitanti, non svolgono il loro compito in modo sufficiente e questo crea problemi.

«La vecchia paratoia di fosso Pozzillo serviva a immettere i reflui della città in una tubatura che a sua volta li portava in due depuratori distinti», ha concluso Di Bastiano, «ho notato che al depuratore di Pozzillo c’è ancora troppa acqua che non va ai depuratori e stessa cosa accade al nuovo impianto. L’impressione percepita è che la quantità di acqua che fuoriesce sia superiore a quella trattata. Bisogna intervenire».

Il depuratore di Pozzillo è stato aperto nel 1974 ed è il più vecchio della città. L’altro è entrato in funzione da un paio d’anni, ma quando piove i liquami finiscono nei campi.

«Abbiamo richiesto a suo tempo un intervento straordinario da parte del Cam, che c’è poi stato, e ha riguardato la messa a norma dei depuratori di Trasacco e Ortucchio», ha affermato il direttore di Confagricoltura, Stefano Fabrizi, «per il depuratore di Avezzano, gestito dall’Arap, il problema riguarda l’acqua piovana perché quando c’è un afflusso abbondante ci sono poi gli sversamenti, che lo scorso anno hanno causato un blocco per tre mesi dell’irrigazione a causa della salmonella».

«Non è che potenziando Pozzillo», aggiunge Fabrizi, «si può sistemare la situazione. Il problema è la gestione delle acque chiare perché mancano infrastrutture».

L’assessore all’Ambiente del Comune di Avezzano frena.

«I depuratori della città sono sufficienti per i 45mila residenti, i 5mila che arrivano ogni giorno e le aziende del nucleo industriale», ha commentato l’assessore comunale Roberto Verdecchia, «ci sono dei problemi di sversamento che riguardano soltanto il depuratore di Pozzillo e avvengono al massimo due volte l’anno, quando ci sono delle piogge torrenziali. È chiaro che sarebbe auspicabile una riorganizzazione, con la chiusura del depuratore di Pozzillo e il potenziamento di quello di Paterno, ma i fondi per realizzarli non ci sono».

Quello dei depuratori è un problema annoso che va affrontato con celerità per ridurre, e possibilmente eliminare, ogni rischio per la salute pubblica.©RIPRODUZIONE RISERVATA