Sulmona: abusata e ricattata a 12 anni, due giovani a giudizio immediato

9 Febbraio 2026

Un 14enne e un 17enne in aula il 25 marzo. Sulle sorti di un 18enne deciderà invece la Procura antimafia 

SULMONA. Vanno a processo due dei tre autori della violenza sessuale ai danni della dodicenne abusata e ricattata attraverso la diffusione di video che la ritraevano. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, che ha disposto il giudizio immediato per il 14enne e il 17enne implicati nell’inchiesta. Il gip ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Angela D’Egidio e ha fissato il giudizio per il prossimo 25 marzo. Secondo la Procura gli indizi di colpevolezza a carico dei due giovanissimi imputati sono più che solidi. Per il 18enne, che si trova ancora dietro le sbarre, si pronuncerà la procura distrettuale antimafia.

Nei giorni scorsi la dodicenne era stata risentita dai giudici con l’incidente probatorio nel corso del quale, in un’ora di esame, aveva confermato tutte le accuse, ripercorrendo le fasi della raccapricciante vicenda e ribadendo che era stata abusata ogni giorno, dal lunedì al venerdì, per cinque mesi di fila e che non poteva sottrarsi a quei rapporti sessuali perché veniva ricattata. I fatti risalgono dall’aprile all’agosto del 2025. Il primo approccio era avvenuto nel parcheggio coperto di Santa Chiara dove la ragazzina aveva avuto un rapporto sessuale con il 14enne. Il ragazzino aveva raccontato tutto al maggiorenne e al 17enne e da quel momento per la minore era cominciato l’incubo.

La dodicenne era costretta non solo a compiere e subire atti sessuali, anche completi, ma a farsi immortalare. Uno dei video finiti sotto la lente delle magistratura era durato fino a dodici minuti. Un incubo andato avanti per cinque mesi fino all’agosto 2025 quando la ragazza si è accorta che era finita in rete. Uno dei video era stato infatti condiviso sul gruppo WhatsApp degli amici. È a quel punto che la dodicenne ha deciso di chiedere aiuto al numero unico di emergenza 114, riservato alle vittime di abusi. La segnalazione era stata intercettata dagli esperti che avevano attivato il percorso. I carabinieri della compagnia di Sulmona, agli ordini del maggiore Toni Di Giosia, avevano quindi sequestrato telefoni cellulari e dispositivi ai tre giovanissimi, poi finiti in carcere lo scorso 24 ottobre.

I minori, dopo le presunte torture subite negli istituti penitenziari di Casal del Marmo e dell’Aquila, erano stati collocati in comunità mentre l’unico maggiorenne del gruppo si trova ancora dietro le sbarre. Per lui le indagini sono ancora aperte mentre per i minori è stato disposto il giudizio immediato. Le accuse, a vario titolo, sono di violenza sessuale aggravata, produzione di materiale pornografico, atti sessuali con minorenne e atti persecutori. Nel corso delle indagini preliminari il tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva disposto una perizia psico diagnostica che ha accertato la capacità della vittima di rendere una testimonianza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA