Sulmona, migliaia di fedeli alla storica processione

Corteo aperto dal vescovo Spina, il Miserere riecheggia con oltre cento cantori Presentato il dvd realizzato in occasione dei 190 anni del tradizionale rito
SULMONA. Le strade piene. Il centro storico brulicante di gente. La folla assiepata sul sagrato della chiesa della Santissima Trinità, prima di poter entrare e sostare per un attimo in preghiera nei pressi del catafalco del Cristo Morto e della statua di Maria addolorata. Sono gli attimi che precedono la processione del Venerdì santo a Sulmona. Quegli attimi e quelle scene che sono tornati a ripetersi ieri sera, in attesa dell’uscita del sacro corteo dalla piccola chiesa lungo corso Ovidio. Dalle 20 la processione è tornata a snodarsi, in raccoglimento e preghiera, ancora una volta, come avviene da 190 anni, lungo le strade del centro storico cittadino. Prima la preghiera del vescovo, monsignor Angelo Spina. «Diamo inizio a questa processione», ha detto, «meditando sull’amore di Dio per l’umanità, che sboccia in gioia attraverso la crocifissione e la morte, vinta dal Risorto». Poi l’inconfondibile ritmo dello “struscio”, quel passo trascinato e dolente, simbolo di pentimento e devozione, scandito dai confratelli della Santissima Trinità, custode del rito dal 1827, quando lo ereditò dalla Congrega dei Nobili, la marcia funebre del Vella, intonata dalla banda di ottoni. Quindi il canto del Miserere degli oltre cento cantori in saio cremisi. Il colore dell’Arciconfraternita della Santissima Trinità. Simbolo di passione e carità. Lo stesso colore del Tronco, la grande croce di velluto che, anche ieri sera, ha aperto il sacro corteo. A seguire i simboli della passione, portati da piccoli confratelli, il coro, la bara del Cristo, preceduta dal vescovo e dai parroci della Trinità, don Gilberto Uscategui, e di San Panfilo, don Domenico Villani, quindi la statua della Vergine. All’arrivo della processione in piazza Garibaldi, nei pressi dell’acquedotto medievale, confine ideale tra i territori delle due confraternite, è avvenuto il passaggio di consegne tra i Trinitari e i confratelli di Santa Maria di Loreto. I confratelli Lauretani estratti per la corsa della Madonna di domani mattina in piazza hanno preso in spalla il Cristo morto; la Madonna addolorata è affidata a coloro che recheranno la statua del Cristo risorto. Dopo il passaggio in “territorio lauretano”, il sacro corteo ha preso la strada del ritorno. Uno dei momenti più intensi, il passaggio dei simulacri della morte e passione del Cristo davanti al palazzo dell’Annunziata, prima del rientro nella chiesa della Trinità. Queste e altre immagini del rito del Venerdì santo sulmonese sono state raccolte nel dvd “Rosso Cremisi” firmato dai giornalisti Giuseppe Fuggetta (per i testi) e Claudio Lattanzio (per le foto) che l’Arciconfraternita ha voluto produrre in occasione del 190° anniversario della processione del Cristo Morto.
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