Sulmona. Scatta il dress code in tribunale, primi utenti rimandati a casa

Al via la circolare della Procura, cinque persone fermate dalla sicurezza nel giorno delle udienze.
Giro di vite contro i look “da spiaggia”: divieto di infradito, bermuda, canottiere e abiti succinti
SULMONA
Niente ciabatte in aula di tribunale, né pantaloni corti davanti al giudice. Con buona pace dell’estate che avanza, bisognerà stringere i denti e sudare un po’.
Nel palazzo di giustizia di Sulmona torna di “moda” la disposizione sull’abbigliamento da indossare, entrata in vigore esattamente due anni fa.
PRIMI ESPULSI
A rinfrescare la memoria agli utenti ci hanno pensato gli addetti alla sicurezza, chiamati ad applicare la disposizione e a rimandare indietro quanti non sono in linea con il dress code richiesto per entrare in tribunale.
Cinque ne hanno fatto le spese soltanto ieri, il giorno delle udienze penali e civili, poiché si erano presentati in tribunale con un abbigliamento non consono al regolamento.
Per due di loro si è resa necessaria la “deroga” del giudice che ha concesso agli utenti il permesso per accedere in aula essendo entrambi parti di un processo improcrastinabile.
Per gli altri tre nessuna tregua. «Ho lasciato la mia attività commerciale per venire qui in tribunale e invece sono dovuto tornare indietro. Pensa se si arriva da Alfedena o Pescasseroli», insorge un commerciante del centro storico di Sulmona.
Ma c'è anche chi ha macinato chilometri, come un 60enne, che per entrare in tribunale è stato costretto a raggiungere il primo punto vendita vicino per adeguarsi alla circolare.
«Non tutti conoscono o ricordano tale disposizione. Recarsi in tribunale non è mai piacevole. In questo modo la situazione si complica», commenta il 60enne. A mediare è stato un avvocato presente alle udienze che ha ricordato al suo cliente la necessità di adeguarsi alle disposizioni.
IL DRESS CODE
Per poter accedere negli uffici giudiziari di Sulmona bisognerà, quindi, rispettare la disposizione adottata a suo tempo dal procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo. Divieto assoluto di pantaloni corti il cui margine inferiore non raggiunga la caviglia.
Niente infradito o ciabatte. Non si entra negli uffici neppure con indosso canottiere e altri indumenti che non rispettino i criteri di «professionalità e decoro richiesti per un ambiente giudiziario», come recita il regolamento.
GLI EFFETTI
Nelle estati del 2024 e 2025 dopo una prova generale, la circolare del procuratore era stata accolta e attuata senza particolari problematiche ma con qualche disagio. Lo scorso anno infatti per un perito, che doveva sfilare davanti al giudice per un accertamento tecnico, la procura della Repubblica aveva accordato una deroga al professionista.
Con l'arrivo dell'anticiclone africano, l'estate ormai alle porte si prepara a decollare anche nella sede del palazzo di giustizia sulmonese, dove sarà vietato accedere con abiti succinti o non conformi alle regole. Utenti, avvocati e magistrati sono avvertiti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

