Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli a tavola con i sapori dell’Aquila

I tre super chef italiani a sorpresa da Lincosta: serata speciale da clienti “normali”. Federico Marrone: «Un’emozione che capita una volta nella vita». Menu con agnello e cicoria
L’AQUILA. «Sono occasioni che capitano una volta nella vita». Federico Marrone ancora fatica a crederci. Lunedì sera, dietro la porta dello storico ristorante Da Lincosta di via Antonelli, nel cuore del centro storico dell'Aquila, sono comparsi uno dopo l'altro Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli. I tre protagonisti di MasterChef Italia hanno scelto il locale della famiglia Marrone-Muzi per una cena all'insegna dei sapori della tradizione abruzzese. Nessuna telecamera, nessuna prova in esterna, soltanto una serata trascorsa con la semplicità di normali clienti. Ma per chi li ha accolti ai tavoli del ristorante fondato nel 1971 è stato un momento destinato a entrare nella storia di famiglia. «Per me, mia madre e mio padre è stata un'emozione fortissima, una cosa del genere non ci era mai successa», racconta Federico, figlio dei titolari Romina Muzi e Gianluca Marrone e pasticcere emergente a livello nazionale. Una visita arrivata quasi a sorpresa. La prenotazione era giunta tramite Endemol, ma nessuno avrebbe immaginato di ritrovarsi davanti i tre giudici della Masterclass più famosa della televisione.
Gli chef hanno voluto assaporare l'anima più autentica del locale. «Ci hanno chiesto quali fossero i piatti più antichi e rappresentativi della nostra tradizione», spiega Marrone. E così sul tavolo sono arrivati la zuppa di farro, l'agnello al forno di Castel del Monte, le cicorie con le patate gradite particolarmente da Cannavacciuolo. Per concludere, un assortimento di dolci della casa tra cui Il Dulcis Venia, raffinato dessert creato proprio dal giovane pastry chef aquilano. «Ci hanno spiegato di conoscere la storia del ristorante e che proprio per questo avevano scelto di venire qui. Sanno che siamo presenti nelle principali guide gastronomiche e volevano assaggiare i piatti della nostra identità». L'aspetto che più ha colpito la famiglia aquilana è stata la spontaneità dei tre chef. «Sono stati molto umani, molto alla mano. Ci siamo fermati a chiacchierare un po', ma è stata una serata davvero tranquilla. Più semplice di quanto uno possa immaginare».
Il ristorante è rimasto aperto ai clienti e chi li ha riconosciuti ha potuto chiedere una foto ricordo. Nessun assalto, nessun clamore. «Sono poi andati nell'ultima sala per stare più tranquilli, ma tutto si è svolto in maniera serenissima. I clienti sono stati rispettosi». C'è stato anche un piccolo episodio che racconta bene una delle croniche difficoltà del centro storico aquilano. Il gruppo, composto da otto persone, si è infatti riunito completamente a tavola solo una ventina di minuti dopo l'arrivo di Barbieri. Nel frattempo, infatti, Locatelli e Cannavacciuolo con i loro accompagnatori erano impegnati in una vera e propria caccia al parcheggio. Un imprevisto che, scherzando, ha strappato più di un sorriso. Prima di andare via, proprio Barbieri si sarebbe lasciato sfuggire una frase che Federico conserva con particolare piacere. «Mi ha detto che gli piacerebbe vivere qui». Parole che alimentano anche qualche curiosità sul motivo della presenza in Abruzzo. I diretti interessati hanno mantenuto il massimo riserbo, ma tra gli appassionati c'è già chi sogna una futura tappa aquilana del celebre cooking show.
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