Svelati ai ragazzi i segreti dei sottoservizi

27 Marzo 2018

Tre classi della scuola media “Alighieri” hanno incontrato i tecnici della Gran Sasso Acqua

L’AQUILA. In concomitanza con la giornata mondiale dell’acqua, la classi terze delle sezioni C e B della scuola media “Dante Alighieri” hanno incontrato la Gran Sasso Acqua per parlare del tunnel intelligente e dei sottoservizi. Promossa dalle professoresse Paola Trivelloni, Daniela Di Genova e dal professor Patrizio Arpetti, l’iniziativa ha visto la partecipazione anche dei ragazzi della terza A. L’incontro nasce nell’ambito del “compito di realtà” a cui gli stessi ragazzi hanno dato il titolo di “Nati tra le macerie, cresciuti nella speranza”. Nell’ambito di questo compito, oltre al titolo, i ragazzi si sono occupati di elaborare gli inviti, la locandina e lo stesso comunicato stampa, poi uscito attraverso i canali ufficiali della scuola. A rispondere alle domande dei ragazzi c’era l’ingegner Alessandra Marono, direttore dei lavori dei sottoservizi. Insieme a lei il geometra Ermando Sallusti, profondo conoscitore della città ipogea. La dirigente scolastica Antonella Conio, nel salutare l’iniziativa, ha ricordato come conoscere il proprio territorio, e quindi anche i grandi progetti della ricostruzione, rientri pienamente in quella che per la scuola vuol essere l’educazione alla cittadinanza. Dopo una breve relazione sul perché del progetto dei sottoservizi, «una sfida che nasce dalla necessità di ricostruire le reti distrutte dal terremoto», ha spiegato la Marono, «mettendo ordine sottoterra in quella selva di cavi e tubi affastellati nel corso degli anni», la direttrice dei lavori ha risposto anche a domande curiose. «Ma lei, che è campana, all’Aquila come ci è capitata?», o a quella più concreta sui danni che i lavori avrebbero provocato. «Noi siamo parte in causa, ma, dal nostro punto di vista, su 12 chilometri di linea già realizzati, che significa scavare davanti a 24 chilometri di facciate di palazzi, abbiamo avuto problemi solo in un caso, quando è emersa una grande infiltrazione d’acqua. Secondo noi è stato un bene scoprire tutta quell’acqua sotto a quel palazzo, ma su questo c’è un’indagine in corso e quindi mi fermo qui. È bene sapere che il tunnel intelligente ha generato molto interesse, in Italia e nel mondo, e ha ricevuto anche premi importanti». Sul perché dell’asfalto al posto dei sampietrini, Alessandra Marono ha spiegato che «l’asfalto è temporaneo e non ci sono alternative. In centro ci devono passare ancora i camion della ricostruzione. Noi abbiamo salvato tutti i sampietrini. Tempo fa, però, la Soprintendenza ci aveva anche suggerito di usare, per la futura pavimentazione, la pietra locale. Ma è presto per parlarne, oggi siamo al 65% dei lavori». E sui ritardi per i ritrovamenti archeologici, la risposta è stata: «Noi collaboriamo con la Soprintendenza. Nel caso dei lavori nella parte alta del corso, ad esempio, abbiamo riprogettato parte dell’opera per andare incontro alle indicazioni». Per i ragazzi che hanno ideato il progetto, ad aprile potrebbe esserci la visita guidata nel tunnel intelligente.
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