Sviluppo delle aree interne, ecco le proposte

7 Maggio 2023

Dal convegno a Navelli escono fuori defiscalizzazione, scuole, agricoltura e il piano per la mobilità

NAVELLI. Organizzata dalla cooperativa “Realize’”, si è tenuta nell’aula consiliare di Navelli, la tavola rotonda “Futuro e sostenibilità, soluzioni di sviluppo e popolamento” sulle opportunità di sviluppo sostenibile e ripopolamento delle aree interne.
Un dibattito molto partecipato animato dal sindaco Paolo Federico, dal vicepresidente della giunta regionale Manuele Imprudente, dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, dall’avvocato Carla Mannetti, dal ceo di “Aterno Gas & Power” Mauro Scopano e dal presidente di “Realize’” Federico Congiu. Tanti i temi toccati e gli spunti di riflessione per agire non solo sul ripopolamento delle aree interne ma anche sull’incentivo a restare per coloro che già hanno scelto di viverci.
«Abbiamo raccolto una serie di informazioni su quello che potrebbero essere gli aspetti futuri di questi centri», dice il sindaco di Navelli, «pensando a una defiscalizzazione, alla creazione di nuovi servizi o comunque al mantenimento di servizi come le scuole, la sanità, la sicurezza. Dobbiamo lavorare su questi piccoli centri, ora, seguendo una logica turistica, in una prospettiva di sviluppo. Un turismo che non sia solo italiano ma anche straniero, lento, che va alla ricerca della natura e del ben vivere».
Aggiunge Pietrucci: «Serve un’assunzione di impegno da parte di tutti, bisogna invertire il parametro. C’è bisogno di una vera e propria rivoluzione a livello legislativo, di un impegno da parte di tutti, altrimenti ogni misura che facciamo non ha senso. Pochi abitanti, oggi, significano meno servizi, disagio crescente, spopolamento». Mannetti: «È stato rimarcato che bisogna consolidare i servizi. Mobilità e trasporti sono servizi essenziali. Manca la pianificazione, essenziale per poi andare a programmare e realizzare. Si potrebbe partire da un piano della mobilità legato alle strategie delle aree interne che, però, prevederebbe una vasta aggregazione di comuni, oppure partire dai piani intercomunali di mobilità». Conclude Imprudente: «Oggi sono finalmente disponibili le risorse della “Strategia delle aree interne”, ci sono le opportunità legate al Pnrr, al terremoto, all’agricoltura. Su quest’ultimo punto c’è da sottolineare che il comparto agricolo non incide soltanto sulla vita degli agricoltori e delle loro famiglie, ma sostiene la società nel suo insieme, fornendo prodotti essenziali e fungendo da colonna portante delle comunità rurali. L’agricoltura rappresenta certamente un argine allo spopolamento e all’abbandono dei territori ma, per poter svolgere questo ruolo, è necessario che sia sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale. I nostri sforzi sono finalizzati a realizzare uno sviluppo sostenibile delle aree interne, di qualità e inclusivo».