Teatro, percorso a ostacoli: «Fondi stanziati insufficienti»

1 Settembre 2022

Baglioni ha promesso di tornare a cantiere chiuso, ma emergono altri problemi

L’AQUILA. «Dagli ultimi computi fatti, anche alla luce dei rincari dei materiali e della manodopera, i fondi stanziati non sono sufficienti per il completamento dei lavori del teatro comunale». A rivelarlo è il direttore dei lavori, l’architetto Augusto Ciciotti del Segretariato regionale ai beni culturali. Una “doccia gelata” per la città, che arriva all’indomani del concerto di Claudio Baglioni che, nella serata conclusiva della Perdonanza celestiniana, ha promesso di tornare all’Aquila non appena sarà pronto, appunto, il teatro. Dovrà aspettare.
Intanto, vanno avanti le procedure per appaltare il cantiere del duomo, per cui solo qualche giorno fa Papa Francesco ha lanciato un appello: «Spero venga ricostruito presto, come tutte le altre chiese della città».
POCHI FONDI PER IL TEATRO
Mentre si aspetta per fine settembre il piano di sicurezza necessario a sbloccare i lavori del teatro comunale, fermi ormai da diversi mesi, nuovi ostacoli si intravedono all’orizzonte per uno dei cantieri più attesi della ricostruzione. «Alla luce della stima dei costi della sicurezza che potranno derivare dal piano, bisognerà rideterminare definitivamente il quadro economico», spiega Ciciotti. «Dai computi fatti stiamo stretti col finanziamento: attualmente abbiamo a disposizione 9 milioni lordi per il completamento dei lavori, derivanti da due distinte delibere Cipes. Con ogni probabilità, tuttavia, avremo bisogno di qualche altro milione». Per questo, già nelle scorse settimane, è stata fatta la richiesta al ministero di uno stanziamento straordinario. «Questo ci consentirebbe di appaltare un’unica complessiva procedura di gara», continua il direttore dei lavori, «altrimenti ci vedremo costretti ad appaltare quanto nella disponibilità finanziaria attuale, per poi attendere un altro finanziamento». I lavori conclusivi del teatro, dunque, si trovano di fronte a un nuovo bivio amministrativo e procedimentale. D’altra parte, se molto è già stato fatto all’interno della struttura (sono stati spesi 10 milioni di euro lordi), tanto è ancora da fare: «Sono stati progettati interventi di miglioramento sismico, c’è da realizzare tutta l’impiantistica, che in una struttura aperta al pubblico come un teatro è molto complessa, poi ci sono le finiture architettoniche, la parte scenotecnica e di arredo», spiega Ciciotti, che non si sbilancia sulla cifra mancante per completare l’opera: «L’importo è oggetto di negoziazione con il ministero, ma soprattutto di stima definitiva dei computi. Nel frattempo abbiamo avuto l’aumento dei prezzi. Certo, avremmo bisogno di qualche milione di euro».
A complicare ulteriormente la situazione, un importante cambio al vertice: è andato in pensione il rup del cantiere, Panfilo Porziella, ed è stato sostituito da Antonio Zunno. «Il nuovo rup ha dovuto studiare la documentazione e il progetto. Questo ha richiesto un po’ di tempo», dice Ciciotti. L’obiettivo, comunque, almeno per il momento è quello di mantenere le promesse fatte e di fare in modo che l’antico sipario, restaurato dopo il terremoto, torni ad alzarsi entro il 2023: a 150 anni dal ballo in maschera con cui si inaugurò la struttura. «Certo i tempi sono stretti», conclude il direttore dei lavori, «ma faremo tutto il possibile».
DUOMO: SCELTA DELLA DITTA
Sempre più vicino, invece, l’inizio dei lavori all’interno della cattedrale. Il cantiere, infatti, sembra aver avuto un nuovo impulso a seguito della visita di Papa Francesco lo scorso 28 agosto. Una commissione incaricata sta valutando le offerte tecniche ed economiche prodotte dalle 14 ditte che hanno risposto alla gara d’appalto per i lavori di consolidamento e restauro della chiesa, avviata nei mesi scorsi, a 13 anni dal terremoto: una procedura aperta con un importo complessivo a base d’asta di quasi 26 milioni.
«L’obiettivo è stipulare il contratto entro fine anno», spiega lo stesso Ciciotti, direttore dei lavori anche per il duomo, «in modo tale che le opere possano partire nei primi mesi del prossimo anno». Per la cattedrale non dovrebbero esserci problemi economici: sono stati stanziati oltre 36 milioni di euro lordi, con due finanziamenti. Più di 18 milioni provengono dalla delibera Cipes del 2016, altri 18 milioni e 500mila euro sono previsti con l’inserimento dell’intervento nel piano Sviluppo e coesione del ministero della Cultura. L’intervento sul duomo è frutto di un lungo e complesso lavoro tecnico-amministrativo del Segretariato regionale, stazione appaltante, in collaborazione con la Soprintendenza per le province dell’Aquila e Teramo e con la proprietà, l’arcidiocesi dell’Aquila. I lavori sono stati suddivisi in due stralci, parallelamente alle fonti di finanziamento.
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