Teatro, si alza lo scontro politico E il Comune si riprende l’opera

Sit-in del gruppo di opposizione del Passo possibile, che annuncia un accesso agli atti sulla pratica Il sindaco parla col Segretariato ai beni culturali: «Disponibili a riassumere la responsabilità dei lavori»
L’AQUILA. Si alza il livello dello scontro politico sulla sistemazione del Teatro comunale, che è ferma al palo. Mentre il Comune dell’Aquila ora vuole riprendersi la titolarità dell’opera.
Ieri i consiglieri del gruppo di opposizione del Passo possibile hanno messo in scena un sit-in davanti al teatro. «Il nostro è un atto simbolico», ha detto Alessandro Tomassoni, affiancato per l’occasione dai colleghi consiglieri Elia Serpetti, Emanuela Iorio e Massimo Scimia e dal presidente dell’associazione civico-politica Fabrizio Ciccarelli. «Nella totale lentezza della ricostruzione pubblica di questa città non possiamo non denunciare il mancato recupero del patrimonio artistico-monumentale di pregio. Ed è gravissimo che a 14 anni dal terremoto non siano stati ancora recuperati alla città due presidi culturali come il Teatro comunale e il teatro San Filippo, con quest’ultimo che versa in una situazione ancor più inspiegabile dal momento che si tratta di una struttura riconsegnata nel 2017, eppure non ancora riaperta», prosegue Tomassoni, precisando il senso dell’iniziativa. «Non avendo avuto risposte nel merito né in consiglio comunale né tanto meno in commissione, procederemo con un accesso agli atti per fare luce sull’iter seguito da questa amministrazione». Tomassoni che poi è tornato sulle ultime dichiarazioni del primo cittadino, a suo dire «doverose dopo le lamentele di personaggi di rilievo nazionale che si ritrovano costretti ad esibirsi in spazi qualitativamente e quantitativamente sottodimensionati come è il Ridotto», riferendosi alle parole di Leo Gullotta. Poi ha aggiunto: «Il sindaco Pierluigi Biondi almeno ha ammesso che mancano 5 milioni di euro, il che è gravissimo visto che si potevano intercettare dai fondi del Pnrr. Soprattutto, ha certificato l’inefficacia del Segretariato generale ai beni culturali, tanto che adesso rivendica la gestione dell’appalto al Comune».
Sindaco Biondi che, circa le sorti del Teatro comunale, ieri è tornato a ribadire: «Abbiamo un’interlocuzione in corso proprio con il Segretariato che attualmente gestisce la ricostruzione del Teatro. Uno dei problemi principali riguarda le norme tecniche delle costruzioni che nel tempo sono cambiate e, dunque, il progetto va riconsiderato dal punto di vista strutturale. L’attuale Rup ha dato incarico per la revisione e poi si procederà alla sua verifica. Nel frattempo stiamo preparando una scheda per i 5 milioni di euro mancanti che chiederemo di imputare o sul bilancio del Ministero della Cultura o al Cipess. Nel frattempo ci siamo resi disponibili a essere direttamente stazione appaltante, riassumendo il Teatro sotto la nostra responsabilità».
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