CRISI DELL’OCCUPAZIONE

Technolabs, esuberi confermati

L’azienda non fa passi indietro. Grossi problemi alla P&A Service

L'AQUILA. La Intecs non fa passi indietro. Durante il faccia a faccia con i sindacati, l’azienda ha ribadito i 45 esuberi annunciati nel laboratorio di ricerca Technolabs, rilevato solo un anno fa dal gruppo Compel. Un provvedimento contro cui Fim, Fiom e Uilm hanno alzato un muro, non firmando alcun accordo. Adesso ci sono 75 giorni di tempo prima che vengano avviate le procedure di mobilità per 45 dei 130 lavoratori. I sindacati, per scongiurare i licenziamenti, intendono avanzare proposte alternative, come l’utilizzo di ammortizzatori sociali. La Intecs Spa ha motivato gli esuberi parlando di crisi strutturale, legata all'andamento altalenante del mercato e alla mancanza di commesse. Sarebbero saltati anche incarichi con il Comune dell'Aquila, al quale l’azienda aveva proposto i suoi prodotti sulla cosiddetta illuminazione intelligente. La Intecs è arrivata all'Aquila solo un anno fa, ha acquisito il laboratorio di ricerca dalla Compel e questa operazione lasciava intravedere prospettive di ripresa e sviluppo. Invece, subito il ricorso al training on the job, cioè l'accordo sulla formazione, mobilità volontaria per 20 addetti e cassa integrazione per altri 50. Infine, la scorsa settimana, la doccia fredda degli esuberi. I ricercatori hanno proclamato lo stato di agitazione. Le organizzazioni sindacali attendono il prossimo tavolo. Intanto precipita la situazione per la P&A Service di Bazzano: ieri mattina è arrivata la notizia che la Compel intende consegnare in tribunale i libri contabili e avanzare la richiesta di fallimento. Per lo stabilimento di Bazzano, già destinato alla chiusura con la Intercompel, si era inizialmente parlato di liquidazione. In tutto, verranno licenziati 100 dipendenti. I rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm ritengono gravissima la situazione in cui versa l'industria aquilana. «Si tratta di una crisi difficile da gestire», sottolinea Clara Ciuca della Uilm, «anche a causa dell’assoluta latitanza delle istituzioni locali, che sembrano aver dimenticato il problema del lavoro». Domani assemblea aperta alla Finmek, per affrontare la vertenza dei 60 dipendenti che devono essere ricollocati.

Romana Scopano

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