Tentò di bruciare la ex, pena ridotta a 10 anni

In primo grado gli furono inflitti 13 anni e 4 mesi, la Corte d’Appello ha rideterminato la condanna
L’AQUILA. Da tredici anni e 4 mesi di carcere del primo grado (con rito abbreviato) a 10 anni.
Pena ridotta, nel procedimento d’appello che si è definito ieri, nei confronti di Dasmir Tairi, di 44 anni, per il tentativo di omicidio ai danni di una donna con cui aveva avuto una relazione. I giudici della Corte d’Appello penale (presidente Armanda Servino, giudici a latere Maria Gabriella Tascone e Laura D’Arcangelo) hanno rideterminato la pena. L’uomo è ancora detenuto nel carcere di Avezzano. La difesa, rappresentata dall’avvocato Massimo Costantini, ricorrerà per Cassazione per un’ulteriore riduzione. Nel corso del procedimento il legale ha sostenuto che non vi fossero gli elementi tali da configurare il tentativo di omicidio, ma soltanto la volontà di spaventare la donna allo scopo di farla tornare con lui, quindi una minaccia grave. La parte civile è stata rappresentata in giudizio dall’avvocatessa Maria Teresa Di Rocco. Per la pubblica accusa in aula il sostituto procuratore generale Carlo Paolella.
Il condannato, un macedone residente all’Aquila, nella frazione di Tempera, il 22 luglio dell’anno scorso aveva aspettato la donna sotto casa e, dopo averla cosparsa di benzina, aveva tentato di darle fuoco con un accendino. In primo grado erano state riconosciute a suo carico anche le aggravanti della premeditazione e dei motivi abbietti consistiti nella cessazione di una relazione sentimentale tra vittima e aguzzino.
Secondo quanto riportato negli atti processuali, all’alba del 22 luglio Tairi aveva teso un agguato alla donna mentre usciva di casa per andare a lavorare. Dopo averle versato sugli abiti un litro e mezzo di benzina, aveva tentato di darle fuoco con un accendino. Le urla della vittima, però, avevano richiamato l’attenzione di alcuni condomini scesi in strada per aiutarla, mentre lei aveva tentato in tutti i modi di difendersi.
A incastrare l’aggressore, poi fuggito, sono state le telecamere di un impianto di videosorveglianza che hanno ripreso la scena, oltre agli abiti intrisi di benzina e un paio di accendini rinvenuti poco dopo dai carabinieri nella sua abitazione. (e.n.)
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