Testa ora lavora a Roma Romano va nel suo ufficio

25 Giugno 2021

L’AQUILA. Non si è visto in ospedale, ma il nuovo manager dell’Asl Ferdinando Romano ieri era in città, nella sede della direzione generale in via Giuseppe Saragat, nella zona di Pile. Il docente...

L’AQUILA. Non si è visto in ospedale, ma il nuovo manager dell’Asl Ferdinando Romano ieri era in città, nella sede della direzione generale in via Giuseppe Saragat, nella zona di Pile. Il docente universitario e dirigente al Policlinico Umberto I, che ha firmato il contratto martedì scorso, ha preso possesso dell’ufficio lasciato dal suo predecessore Roberto Testa e ha iniziato a prendere confidenza con la gestione dell’azienda sanitaria aquilana. Non sono previsti per il momento incontri con la stampa per il neo-direttore generale, che è atteso anche dal personale medico, attento alla svolta che potrebbe prendere la macchina amministrativa e dirigenziale dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila per i prossimi quattro anni.
Intanto, nella capitale, l’ex manager Testa è già tornato al vecchio incarico, quello lasciato meno di due anni fa. Com’è nel suo stile, risponde gentilmente ma senza sbilanciarsi, rilasciando al Centro una dichiarazione lapidaria: «C’è stata una delibera di giunta regionale», dice Testa. «Ne ho preso atto e ho già ripreso servizio a Roma, come direttore del distretto 7 dell’Asl Roma 2. Non ho altro da aggiungere». Nessun commento sulla possibilità di un eventuale ricorso, che non aveva escluso a caldo, il giorno dopo la firma del provvedimento con cui è stato rimosso in anticipo, visto che doveva restare in carica fino a settembre del 2023. «Non conosco i contenuti dell’atto», aveva affermato, «lo analizzerò e lo approfondirò». Parole che lasciavano intendere la volontà di impugnarlo. Il 57enne manager romano era arrivato alla guida dell’Asl 1 a settembre 2019, voluto dal presidente della Regione Marco Marsilio. «Inadempimenti contrattuali» legati alla gestione dell’emergenza Covid e altre contestazioni alla base della risoluzione del suo contratto, ma anche una dissonanza politica, soprattutto con la Lega.
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