Tolto l’obbligo di firma al vicesindaco

La decisione presa dal tribunale del riesame dell’Aquila: la prossima settimana la pronuncia per sindaco e avvocato
RIVISONDOLI. Le due ordinanze sono arrivate a distanza di pochi minuti l’una dall’altra. E mentre il gip del tribunale di Sulmona confermava la misura cautelare nei confronti degli amministratori comunali di Rivisondoli anche dopo l’interrogatorio di garanzia, i giudici del riesame dell’Aquila l’hanno annullata. Una divergenza di valutazioni che, secondo i difensori degli indagati, mette in discussione l’intero castello accusatorio che la Procura ha messo su nei confronti del sindaco, del vicesindaco di Rivisondoli e dell’avvocato dell’ente, accusati di tentata estorsione perché avrebbero chiesto soldi a tre napoletani per sanare un abuso edilizio. Grazie alla decisione del riesame, per il vicesindaco Roberto Ciampaglia decade la misura cautelare dell’obbligo di firma, mentre il sindaco Giancarlo Iarussi e l’avvocato del Comune Tania Liberatore, dovranno aspettare il prossimo 13 ottobre, quando i giudici del riesame torneranno a riunirsi, per conoscere la loro sorte.
I tre sono finiti sotto inchiesta perché, secondo il sostituto procuratore Edoardo Mariotti, avrebbero chiesto ventimila euro a tre napoletani per sanare un abuso edilizio per il quale i tre sono stati condannati in maniera definitiva sia in sede penale che in sede amministrativa. I tre napoletani avevano realizzato nel 2015 una scala esterna alla loro abitazione di Rivisondoli, senza la necessaria autorizzazione. Manufatto per il quale è stato emesso un decreto di demolizione. Per evitare tutto ciò, i tre napoletani hanno chiesto al Comune di poter avviare una transazione che sarebbe avvenuta nell’aula consiliare del Comune alla presenza dei tre indagati e di altri consiglieri comunali. In fase preliminare gli amministratori avrebbero chiesto ai napoletani di versare l’importo equivalente alle somme che il Comune aveva impegnato per sostenere i vari processi, tra l’altro tutti vinti. Richiesta che i napoletani non hanno accettato e, dopo aver registrato l’incontro, si sono recati dai carabinieri denunciando sindaco, vicesindaco e avvocato del Comune.

