Tomeo continua la protesta insieme ai tre figli

18 Dicembre 2014

Terzo giorno di occupazione degli uffici della Provincia per l'imprenditore vastese che attende di essere liquidato

 Si preannuncia una terza notte di occupazione pacifica dei locali della Provincia dell'Aquila in compagnia anche dei tre figli per l'imprenditore vastese Massimo Tomeo, 57 anni, e sua moglie Anna.

Tomeo vanta crediti non pagati per 120mila euro per lavori eseguiti alla sede dell' Istituto geometri di Sulmona. Il contenzioso va avanti da un paio di anni. «Arriveranno anche i due nipotini» annuncia l'imprenditore vastese che ha dato per certa la presenza dei figli Emilia, Roberta e Danilo di 35, 29 e 27 anni. «Se non ci pagheranno saremo costretti a stare qui anche a Natale». L'imprenditore afferma che sarebbe partita solo martedì scorso l'email che la Provincia avrebbe dovuto mandare ad Equitalia per chiudere la sua posizione, «perchè nel frattempo non siamo riusciti a pagare l'Inps - dice - e l'Inail ha inviato la documentazione per la riscossione coatta».

«Questi signori - aggiunge l'imprenditore Tomeo, che da poco ha rimandato a casa 12 persone che lavoravano nella sua impresa poichè da febbraio 2012, per debiti con gli istituti di previdenza, non gli è stato rilasciato il Durc - pensavano di umiliarmi, ma si sbagliano, a chi manca la dignità è ad altri e non a me». I coniugi vastesi si alimentano al momento solo di liquidi (acqua e bevande calde del distributore automatico) «perchè il nostro organismo - dicono - si rifiuta ora di ingerire cibo». Anche se possono muoversi liberamente negli uffici della Provincia dell'Aquila, sono controllati con turni regolari da due agenti della polizia provinciale.