Torna la stele dedicata a Tradardi

8 Dicembre 2021

La targa alla memoria del magistrato partigiano sarà ricollocata al tribunale

L’AQUILA. Tornerà presto nel palazzo di giustizia dell’Aquila la targa in memoria del magistrato, martire della Resistenza, Mario Tradardi (1908-1944). Lo si apprende da una determina del Comune dell’Aquila con la quale sono stati affidati a una ditta specializzata i lavori di restauro della targa. Nell’atto comunale si ricorda che «nel palazzo di Giustizia dell’Aquila prima del sisma, era collocata la targa commemorativa, di proprietà del Comune, in ricordo di Mario Tradardi, magistrato partigiano; la targa deve essere prelevata dal tribunale di Avezzano, dove è stata trasferita subito dopo il sisma, per il restauro e il successivo ricollocamento nel tribunale dell’Aquila. La targa commemorativa di Mario Tradardi risulta fortemente danneggiata e quindi deve essere sottoposta a un intervento di riparazione e per questo i lavori sono stati affidati alla ditta Elia Marmi dell’Aquila».
Il ritorno della targa al palazzo di Giustizia dell’Aquila era stato negli anni scorsi più volte sollecitato dall’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) e dai reduci della Brigata Maiella e in particolare dall’aquilano Arnaldo Ettorre.
LA STORIA
Mario Tradardi originario di Foligno era stato nominato magistrato della Procura dell’Aquila dove aveva stretto rapporti di lavoro e di amicizia con il collega Pasquale Colagrande, che, come si legge sul sito dell’Anpi «sarebbe poi stato ucciso dai fascisti repubblichini a Ferrara, nel dicembre del 1943. L’uccisione dell’amico», si sottolinea, «turbò profondamente Tradardi che, benché fosse padre di cinque figli, entrò nella Resistenza. Partigiano nel gruppo Maiella, dette prima il suo contributo in armi per la liberazione dell’Aquila e partecipò poi attivamente alla guerra di Liberazione nel Nord, come capitano di una delle formazioni di volontari della Maiella guidate da Domenico Troilo. Cadde in combattimento mentre tentava l’assalto a Monte Mauro (vicino a Brisighella in provincia di Ravenna), dove i tedeschi si erano attestati. Nel 1994 all’Aquila, dove gli è stata intitolata una via, a Mario Tradardi fu dedicata la sala grande delle udienze del Tribunale».
Una biografia dettagliata di Mario Tradardi la si può leggere in “L’Aquila in guerra” dello storico Walter Cavalieri. «Dopo la partenza dei tedeschi e la Liberazione dell'Aquila», scrive Cavalieri, «e dopo aver meditato di arruolarsi coi primissimi volontari del corpo degli alpini, Tradardi riprese a svolgere a pieno ritmo le sue funzioni d'ufficio, istruendo numerosissimi processi penali. Ma improvvisamente il 29 settembre 1944 si rese irreperibile. Solo un mese dopo si saprà che Tradardi, ormai trentaseienne, il primo ottobre 1944 si era arruolato volontariamente nel gruppo dei Patrioti della Maiella. Durante l’attacco risolutivo a Monte Mauro, all’alba del 16 dicembre 1944 si consumò la tragedia. Mentre si arrampicava alla guida di una pattuglia, il capitano Tradardi saltò su una mina che gli procurò ferite multiple, causandone la morte. La sua guerra di Liberazione con la Maiella era durata poco più di due mesi e il suo martirio andò ad aggiungersi a quello dell’altro magistrato aquilano, Pasquale Colagrande». (g.p.)
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