Torraco saluta: «L’Aquila nel cuore»

Cerimonia di commiato negli uffici della prefettura, da lunedì in servizio a Genova
L’AQUILA. «Se è vero che alla città dell’Aquila, al suo territorio provinciale e alla terra d’Abruzzo resto debitrice di una generosa e calorosa accoglienza, così come di un’occasione speciale di crescita umana e professionale, auspico di aver potuto restituire, ponendomi al servizio di questa terra e della sua comunità di appartenenza, almeno quel tanto che serva a custodire nel tempo un reciproco, piacevole ricordo». Nel passaggio finale del discorso di commiato, il prefetto Cinzia Torraco, che da lunedì prossimo prenderà servizio a Genova, ha tratteggiato il suo rapporto speciale con il territorio.
Al quarto piano del Palazzo di governo, nella sala dei ricevimenti gremita da autorità istituzionali, militari e religiose, il prefetto ha rivolto il suo saluto alla comunità che ha servito per quasi quattro anni. Lo ha fatto «non con un mero rituale di circostanza», come ha sottolineato nel suo discorso di commiato, ma consapevole «di un’esperienza di servizio giunta a maturazione» e «del necessario distacco che si impone».
All’Aquila prenderà servizio Giancarlo Di Vincenzo, in arrivo da Pescara.
«Non nascondo la commozione che sto vivendo e che a fatica reprimo», le parole di Torraco, «perché le funzioni di un prefetto comportano, soprattutto, lo sviluppo di relazioni umane, prima ancora che istituzionali o professionali, dovendo noi prefetti, per vocazione istituzionale, provvedere alle esigenze e ai bisogni della società civile, dei singoli individui come dei corpi associativi». Seppure dalla caratura istituzionale, come il ruolo richiede, nel discorso di commiato, interrotto a più riprese per l’emozione, tra gli applausi dei presenti, il prefetto ha più volte sottolineato il legame con il territorio. «Nell’epilogo di questa permanenza in terra d’Abruzzo, nella rinascente e rigenerata provincia aquilana, che mi ha rivolto sempre la più genuina e verace accoglienza», ha sottolineato Torraco, «sento il dovere di esplicitare la gratitudine verso chi ha contribuito a valorizzare e potenziare il mio impegno istituzionale di prefetto». Un ringraziamento esteso alle forze dell’ordine, ai rappresentanti istituzionali, della comunità civile e religiosa, alle forze economiche e produttive, al personale della prefettura «in un lavoro di squadra che ha assecondato anche la mia inclinazione innata di persona caratterialmente più collaborativa che competitiva». Infine, il prefetto ha ricordato la visita pastorale di Papa Francesco all’Aquila, il 28 agosto 2022. «In rarissime circostanze della mia non breve vita professionale», ha evidenziato, «ho potuto testimoniare una virtuosa convergenza di azioni tra tutti i livelli di responsabilità chiamati a intervenire nell’occasione».

