Trasacco. Omofobia sui social, scatta il risarcimento

Vittorio Angelini, 26 anni: «Voglio che questa mia battaglia sia d’esempio per chiunque subisca bullismo o omofobia: bisogna denunciare»
TRASACCO
Un risarcimento storico che suona come una vittoria civile. Prima ancora che come una rivincita personale. Vittorio Angelini, 26 anni, imprenditore di Trasacco – è titolare di un’attività in paese – ha ottenuto un indennizzo economico per le gravi iniziative di diffamazione e insulti omofobi di cui è stato vittima sui social network. Tutto era cominciato quando ignoti avevano creato un profilo fake utilizzando foto e nome di Vittorio, farcito di epiteti irripetibili, insulti pesantissimi e contenuti denigratori volti a colpire la sua dignità. Di fronte a quell’ondata di fango, il giovane ha deciso di reagire. Ha pubblicato una storia sul proprio profilo Instagram in cui annunciava di aver già informato il suo legale, Silvia Tiburzi, per presentare formale denuncia alla Procura della Repubblica di Avezzano. L’effetto è stato immediato. Preso dal panico, davanti alla prospettiva di un procedimento penale, uno dei responsabili – un giovane residente ad Avezzano – si è fatto avanti. Ha contattato Vittorio e confessato di aver partecipato allo sfregio diffamatorio insieme ad altre persone. Lui soltanto, però, ha deciso di assumersi la colpa e la responsabilità oggettiva rispetto a quanto fatto in gruppo. Assistito da un suo legale, ha così proposto ad Angelini un accordo transattivo, tradotto in un cospicuo risarcimento danni in denaro per chiudere la vicenda ed evitare il tribunale. «Non riuscirò mai a comprendere le ragioni di tutto questo odio gratuito nei miei confronti, ma oggi posso dire che giustizia è stata fatta», ha spiegato il giovane. «Sono felice perché questo risultato dimostra che il web non è una zona franca e che le parole hanno un peso. Voglio che questa mia battaglia sia d’esempio per chiunque subisca bullismo o omofobia: bisogna denunciare». E intanto una parte cospicua della somma ricevuta sarà destinata a chi ha bisogno. «Devolverò questo denaro in beneficenza alle famiglie del territorio che si trovano in condizioni di difficoltà».
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