Tredici migranti in una sola stanza
Blitz dei carabinieri a Castel di Sangro. Il sindaco Caruso: «La farò chiudere»
CASTEL DI SANGRO. Presunte anomalie nella gestione della struttura per migranti a Roccacinquemiglia, frazione di Castel di Sangro. Sono emerse nel blitz dei carabinieri del Nas di Pescara, coadiuvati dai militari di Castel di Sangro coordinati dal maggiore Pasquale De Corato. Un imprenditore locale gestiva in proprio un mini-appartamento nel quale era stato ricavato un soppalco che permetteva la collocazione di più letti. Su sollecitazione di alcuni cittadini, già il 20 aprile scorso, i vigili urbani di Castel di Sangro hanno proceduto a un controllo. Dalle verifiche è stato accertato come l’immobile fosse di dimensioni insufficienti per poter accogliere le tredici persone ospitate. Sempre stando alla relazione, gli ospiti si trovavano in condizioni igieniche precarie. L’alloggio, inoltre, sarebbe stato sprovvisto di agibilità e non destinato a civile abitazione bensì a deposito.
Il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, non nasconde il proprio disappunto.
«Il fatto accertato non solo è offensivo per le malcapitate persone ospitate ma anche per l’intera comunità di Roccacinquemiglia», afferma Caruso, «giovedì scorso, durante una riunione con i cittadini della frazione, sono emersi diversi problemi legati all’eccessivo numero di migranti in relazione ai ridotti spazi ed all’assenza di servizi della frazione. Tale situazione era già stata esposta al prefetto lo scorso anno alla vigilia dell’arrivo dei migranti, ma evidentemente non mi è stato dato ascolto e oggi constatiamo purtroppo ciò che era prevedibile. Farò chiudere i locali. Domani (oggi per chi legge, ndc) firmerò l’ordinanza di sgombero». (m.o.)
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