Treni veloci, è scontro sulla nuova galleria

28 Ottobre 2020

Per gli ambientalisti va trovata un’alternativa al tunnel sotto il Morrone: così falde acquifere a rischio  

SULMONA. Monta la polemica sulla galleria che Rfi vorrebbe realizzare lungo la linea Pescara-Roma, allo scopo di velocizzare i tempi di percorrenza dei treni, tra il capoluogo adriatico e la Capitale, per tredici chilometri tra Corfinio, all’altezza del bivio sulla statale 17, tagliando fuori le stazioni di Popoli, Bussi e Tocco da Casauria.
La costruzione della galleria imporrebbe infatti di bucare il Morrone, in piena area del Parco Maiella, a monte delle sorgenti del fiume Giardino che con 1.100 litri al secondo riforniscono ogni giorno di acqua potabile la Val Pescara, comprese le città di Pescara e Chieti. La denuncia viene dall’associazione ambientalista Forum H2O.
«In epoca di cambiamenti climatici, con l’acqua già ora razionata in decine di comuni della Val Pescara, con il caso del Gran Sasso che da decenni è fonte di enormi problemi, prima con l’abbassamento di 600 metri della falda all’epoca della realizzazione delle gallerie e, finora per la coesistenza di infrastrutture e opere di captazione idrica, evidentemente i progettisti non sono in grado di prendere atto di una cosa semplice: la natura non può essere violentata altrimenti dovremo pagarne le conseguenze. «Riteniamo» conclude Forum H2O, «che RFI debba ripresentarsi con progetti realmente fattibili e non con livelli di progettazione surreali».
Ma per il sindaco di Sulmona l’opera è un’occasione irripetibile per evitare lo spopolamento delle aree interne e promuoverne lo sviluppo economico. «Le due tratte Avezzano-Roma e Sulmona-Pescara renderanno più vicine la Capitale e la costa al centro Abruzzo favorendo nuova residenzialità e nuove opportunità di sviluppo anche per il settore turistico, che proprio in questo periodo si sta rivelando un vero e proprio volano per il futuro delle nostre aree», afferma Annamaria Casini. «Un traguardo che oggi diventa sempre più vicino, addirittura si parla di circa 7 anni di cantiere al netto dei tempi di progettazione ed autorizzazioni. La dotazione finanziaria di oltre 6,5 miliardi necessaria è in parte coperta dai fondi già inseriti nell’attuale contratto di programma tra Rete Ferroviaria e Mit mentre gli altri avranno copertura nel Recovery Fund. Ciò per espresso indirizzo della Commissione parlamentare alle Infrastrutture che ha voluto inserire nel Recovery Plan il piano “Italia Veloce», conclude il sindaco di Sulmona, «dove tra le altre opere è elencata appunto questa tratta, come ha ricordato la senatrice Gabriella Di Girolamo (5 Stelle) rimarcando come questo intervento ora sia realmente concreto». (c.l.)
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