Tribunali a rischio: dal 19 gennaio al via lo sciopero a catena

D’accordo gli Ordini forensi di Avezzano, Sulmona e Lanciano Manifestazione all’Aquila nell’apertura dell’anno giudiziario
AVEZZANO. La protesta per salvare i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto sta assumendo proporzioni sorprendenti. All’iniziativa promossa dall’Ordine degli avvocati di Avezzano, che dal 18 gennaio prevede un primo step con lo sciopero di tre mesi proclamato nei gironi scorsi, si stanno accodando anche gli altri ordini forensi abruzzesi.
Infatti oltre a quello di Sulmona, che ha annunciato un primo sciopero di tre giorni dal 19 gennaio, a catena arriva anche l’ufficialità dell’astensione degli avvocati dell’Ordine di Lanciano, guidati dal presidente Silvana Vassalli. Lo stop alle udienze ci sarà anche in questo caso a distanza di un giorno da quello di Sulmona e inizierà dunque il 20 gennaio e andrà avanti fino al giorno successivo. Tutte queste forme di protesta, che mai in passato hanno raggiunto proporzioni tali, culmineranno con una manifestazione all’Aquila che si terrà proprio durante la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario prevista per il 22 gennaio. Ci sarà poi un incontro dei 4 presidenti Coa (consiglio dell’Ordine), insieme ai 4 sindaci delle città coinvolte e ai parlamentari abruzzesi che, pur assicurando la presentazione dell’emendamento nel decreto Milleproroghe, hanno manifestato tutte le perplessità del caso. Questo summit si terrà il 27 gennaio. «Nessuno di noi sa, neppure i magistrati e gli impiegati», osserva la presidente Vassalli, «come si concretizzerà l’accorpamento nei nostri uffici, dei ruoli dei registri generali e dei ruoli di udienza, dove e come si svolgeranno i processi. Subiremo sicuramente degli slittamenti di udienze che ad oggi (continuando nei prossimi giorni) sono fissate da settembre 2022 in poi. Ai ritardi accumulati a causa dei fermi o di riduzione di ruoli di udienza per la pandemia, aggiungeremo ulteriori rinvii. Abbiamo chiesto alla politica, che ha condiviso le nostre richieste, e al ministero un incontro, rifiutato già dal 2019 senza alcuna giustificazione. La richiesta di proroga è giustificata oggi», ricorda il presidente dell’Ordine di Lanciano, «non solo da valide ragioni di politica socio economica, ma anche da un ragionamento tecnico giudiziario. Ma purtroppo non siamo ascoltati». «In caso di chiusura», aggiunge il presidente del Foro di Avezzano, Franco Colucci, «ci ritroveremo davanti a un vasto territorio senza uffici giudiziari e in balia della criminalità organizzata, che in queste zone si è insediata da tempo. Occorre inoltre tenere conto di una situazione logistica, che non può passare in secondo piano. L’Aquila da una parte, che dovrebbe accorpare Avezzano e Sulmona, e Chieti dall’altra, che dovrebbe accorpare Lanciano e Vasto, non sono in condizione di riceverci. Mancano locali idonei. L’attività giudiziaria, dunque, verrebbe compromessa per periodi prolungati, per qualche anno addirittura». (p.g.)
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