Turista di 44 anni trovata morta in hotel

13 Agosto 2020

Era in vacanza con il compagno che ha dato l’allarme. L’ipotesi prevalente è quella dell’infarto, ma il pm dispone l’autopsia

INTRODACQUA. Quando il compagno è rientrato nella stanza della struttura ricettiva dove alloggiava, l’ha trovata riversa sul pavimento tra la camera e il bagno. Insieme al proprietario del piccolo albergo ha tentato di rianimarla, ma visto che il suo tentativo non sortiva effetti ha chiamato i medici del 118 che dopo pochi minuti erano già sul posto. Inutili sono stati i tentativi di rianimarla, con il cuore che si era fermato per sempre. È così che è morta Nadia Arcangeli, 44 anni, originaria di Polverigi in provincia di Ancona. La donna era appena arrivata a Sulmona con l’intenzione di passare qualche giorno in allegria e spensieratezza insieme al suo compagno, alloggiando in una struttura ricettiva, “La locanda dell’Asino d’oro”, a pochi chilometri da Sulmona, nel comune di Introdacqua, sulla strada che porta a Bugnara. Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo dalla Procura del tribunale di Sulmona, per accertare le cause che hanno portato alla morte la giovane donna. Anche se, dalla prima ricognizione eseguita dal medico legale, sembrerebbe che la morte sia sopraggiunta in seguito a un infarto fulminante. Lo stesso che aveva colpito il fratello qualche anno fa. L’allarme è scattato intorno a mezzanotte quando il compagno che era sceso un attimo per far fare una passeggiata al cane è tornato in camera e ha trovato la porta chiusa dall’interno. Dopo averla ripetutamente chiamato l’uomo ha deciso di cercare aiuto al proprietario dell’albergo chiedendo una seconda chiave. «Siamo saliti in camera e, dopo aver aperto la porta, abbiamo trovato la donna ancora vestita e distesa sul pavimento tra la camera da letto e il bagno», racconta Antonio Di Cristofaro proprietario della locanda dell’Asino d’oro. «Abbiamo provato a rianimarla, ma non dava segni di vita: così abbiamo chiamato il 118». Per cinquanta minuti il personale medico della struttura di pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona ha tentato l’impossibile per far tornare il cuore della donna a pulsare. Ma alla fine hanno dovuto arrendersi. La salma, che si trova nell’obitorio dell’ospedale di Sulmona, è stata messa a disposizione della magistratura che ha ordinato l’esame autoptico per sgomberare il campo da ogni dubbio. Esame che sarà svolto dall’anatomopatologo Luigi Miccolis nella giornata di oggi. Nadia Arcangeli amava molto l’Abruzzo e aveva scelto la Valle Peligna per trascorrere qualche giorno di ferie insieme al compagno. Da quanto si è appreso, nove mesi fa, anche il fratello era deceduto allo stesso modo. La morte, quindi, potrebbe essere legata a una disfunzione congenita.
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