Tutela del lupo con l’ausilio degli allevatori
Secondo gli esperti del progetto Life la collaborazione è indispensabile per contrastare l’ibridazione
L’AQUILA. Il lupo lo si può proteggere con le leggi ma anche con una buona collaborazione tra allevatori e aree protette. A pochi mesi dalla conclusione, è questa una delle indicazioni strategiche scaturite dal progetto Life “Mirco Lupo”, attuato dai parchi nazionali dell’Appennino Tosco Emiliano e del Gran Sasso e Monti della Laga. Nel territorio di quest’ultimo, dove si contano 2.800 equidi, 2.900 caprini, 12.500 bovini e 70.000 ovini, grazie al progetto Mirco Lupo e a quelli europei che lo hanno preceduto, “Praterie” in primis», sostengono i responsabili dell’iniziativa, «può dirsi soddisfacente la coesistenza del grande predatore con le circa 400 aziende zootecniche che vi insistono, in quanto la naturale conflittualità tra esigenze di conservazione e interessi economici degli operatori è stata affrontata attraverso la prassi illuminata del dialogo e dei processi partecipativi e tramite misure di sostegno alle aziende realizzate con fondi europei: recinti di parto, recinzioni per animali al pascolo, tensostrutture per il ricovero delle greggi in alta quota e cani da guardia».
Tra gli aspetti scientifici acquisiti dal progetto “Mirco Lupo” c’è quello di aver individuato nell’inadeguata gestione dei sottoprodotti di origine animale e degli scarti di lavorazione delle carni, un fattore che può favorire l’ibridazione tra cani non gestiti e lupi. I dati Gps raccolti grazie agli ibridi e ai lupi radiocollarati, si sono rivelati preziosi per capire come quest’ultimi si alimentano. Spesso i cluster alimentari sono di consumo e non di predazione, indicano cioè che i lupi si stanno alimentando in punti che coincidono con aree prossime ad aziende zootecniche, dove avvengono gli incontri tra lupi e cani. Alla luce di ciò si comprende come la collaborazione degli allevatori sia indispensabile per la lotta all’ibridazione. Ad oggi i veterinari di progetto hanno microchippato 345 cani da lavoro.
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