«Tutelare i 116 lavoratori dell’Immacolata»

Clinica di Celano, la Uil invoca chiarimenti: è l’unica struttura a tergiversare sul ripristino delle attività
CELANO. «La casa di cura L’immacolata di Celano deve tornare subito a erogare tutti i servizi, a partire dai ricoveri». A distanza di qualche settimana dalla protesta che ha accompagnato la riapertura della struttura sanitaria di proprietà all’Associazione Opera Santa Maria della Pace, il componente della segreteria provinciale Uil Fpl, Florindo De Angelis, ha chiesto a gran voce di far ripartire tutto. «È l’unica struttura, a differenza di tutte le altre che hanno già ridato il via alle attività sanitarie, a tergiversare sul ripristino dell’erogazione sia dei servizi che dei ricoveri, tanto che ad oggi tranne qualche sporadico ricovero in Chirurgia, non se ne registra neppure uno nel reparto di Medicina», spiega De Angelis, che esprime grande preoccupazione e disappunto «per la grave situazione lavorativa in cui versano i 116 dipendenti della struttura e per i disservizi a danno degli utenti che si sono sempre avvalsi delle prestazioni sanitarie che la casa di cura eroga da molti anni».
«Stiamo riscontrando da parte della proprietà, che detiene il controllo della struttura, una poco chiara volontà di non ripartire», continua il sindacalista, «questo lo dimostra il fatto che dopo l’ordinanza regionale 55 del 5 maggio scorso, che dava il via libera alla ripartenza dell’attività sanitaria per tutte le case di cura private, L’Immacolata è l’unica che ancora non riprende le attività. Il direttore generale della struttura Favari, negli incontri che abbiamo avuto, non ha saputo dare risposte chiare e precise in merito alla tempistica per una completa riapertura, sia in termini di ricoveri che di prestazioni ambulatoriali. Inoltre la situazione sta creando tensione tra i lavoratori, dovuta soprattutto ad una riduzione importante degli stipendi».
La Uil Fpl provinciale, a tutela e salvaguardia dei diritti e interessi dei lavoratori si è impegnata per dare risposte concrete, ma dopo circa un mese ancora non è stato fatto nulla. «Quello della Uil Fpl oggi è un grido d’allarme a tutela degli utenti e di tutti i lavoratori, rivolto sia alla politica locale che regionale», conclu De Angelis, «è necessario riprendere il discorso iniziato, e poi interrotto a causa dell’emergenza Covid-19, nel corso del tavolo tecnico istituito al Comune di Celano, durane il quale erano state chieste garanzie sia all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, sia al presidente delle giunta regionale Marco Marsilio». (p.g.)
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