Tutto è iniziato il 2 settembre di due anni fa

4 Aprile 2016

I precedenti: il primo balcone a Cese, poi il soffitto di un Map a Colle di Roio per le infiltrazioni d’acqua

L’AQUILA. Il primo balcone a crollare nelle new town realizzate all’indomani del sisma per dare un tetto agli sfollati è stato, poco più di un anno e mezzo fa, proprio quello “gemello” della struttura che ha ceduto ieri, in via Volontè a Cese di Preturo. Era il 2 settembre del 2014 quando un balcone al secondo piano di una palazzina crollò finendo su quello dell’appartamento al piano inferiore. Per un caso fortuito, in quel momento su quel balcone non c’era nessuno. Quello del 2 settembre 2014 è stato il primo di un lungo elenco di “guai” che da quel momento si sono verificati sempre più frequentemente nei quartieri post-sisma. Appena nove giorni dopo crollò, infatti, il soffitto di un alloggio del villaggio Map (Moduli abitativi provvisori) di Colle di Roio, probabilmente a causa delle infiltrazioni d’acqua provocate dalle forti piogge di quelle ore. E sono quasi sempre proprio le infiltrazioni d’acqua la causa principale di cedimenti che, come più volte ha sottolineato il sindaco Massimo Cialente, sono probabilmente la punta dell’iceberg di problemi strutturali ben più profondi, tanto che il Comune ha via via già provveduto a sgomberare diverse palazzine a Cese, Arischia, Sassa, dove sono emerse fragilità tali da disporre il sequestro di centinaia di balconi ormai a rischio crollo. A Roio c’è stato anche il distacco di pezzi di copertura del tetto, letteralmente spazzati via dal vento.

Anche il 24 febbraio scorso, inoltre, mentre l’ex premier Silvio Berlusconi intervistato sulla figura di Nino Sospiri (di cui ricorreva il decennale della scomparsa) tesseva le lodi del Progetto Case definendolo “semplicemente un po’ scrostato”, gli alloggi provvisori continuavano a perder pezzi. Quel giorno cedette, infatti, un solaio in un’abitazione del progetto Case di Sassa.

Risale all’11 gennaio scorso, poi, la rimozione di un balcone pericolante e a rischio crollo sempre a Cese di Preturo, operazione necessaria per smantellarne un’altro balcone che, a novembre, ha avuto un cedimento strutturale.

Dalla vicenda del primo crollo del 2014 è partita l’inchiesta, coordinata dal pm Roberta D’Avolio e affidata al Corpo forestale dello Stato, che si è conclusa con 37 avvisi di garanzia, per frode, truffa e falso.

Marianna Gianforte

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