Udu: mensa riaperta ma la Campomizzi rischia la chiusura

L’AQUILA. All’indomani della riapertura delle mense universitarie, chiuse per problemi burocratici dalla fine del mese scorso e riattivate da ieri, l’Unione degli universitari (Udu) torna all’attacco....

L’AQUILA. All’indomani della riapertura delle mense universitarie, chiuse per problemi burocratici dalla fine del mese scorso e riattivate da ieri, l’Unione degli universitari (Udu) torna all’attacco. «Siamo soddisfatti per la ripresa del servizio di ristorazione», spiegano gli studenti, «ma ora c’è da affrontare l’ordinario: la ricerca di una soluzione alla mancanza di una mensa nei pressi del polo universitario del centro storico e la ristrutturazione del centro polifunzionale del polo di Coppito restano una priorità di cui le istituzioni, dal Comune, all’Ateneo, alla Regione, devono farsi carico nel più breve tempo possibile. Resta ancora incerto il mantenimento della Campomizzi, unica residenza universitaria pubblica in tutta la regione, che rischia di essere chiusa a fine estate 2015, a causa del mancato rinnovo dell’accordo tra Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) e ministero della Difesa».

A questo proposito, nella seduta del Consiglio studentesco del 12 febbraio scorso, i rappresentanti dell’Udu hanno proposto una mozione, approvata all’unanimità, con la quale si chiede agli organi d’Ateneo di pronunciarsi sulla necessità e l’importanza di mantenere la residenza.

«Confidiamo che la risposta non tardi ad arrivare e che si possa al più presto attivare l’iter per il mantenimento della struttura», continuano gli studenti. «Inoltre, a simbolo della somma indifferenza della Regione sul tema del diritto allo studio, il consiglio d’amministrazione dell’Adsu non viene ancora rinnovato, nonostante a gennaio sia scaduto anche il regime di prorogatio e l’organo sia privo da ottobre dei rappresentanti degli studenti, regolarmente eletti a maggio e mai nominati. La nostra regione è tra le ultime in Italia per investimenti sul diritto allo studio; è necessario invertire la rotta e iniziare a considerare questo tema una priorità con una decisa assunzione di responsabilità nel rilancio del welfare studentesco». (m.c.)

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