«Usi civici autonomi grazie alla nuova legge»

27 Dicembre 2017

L’AQUILA. Nella gremita sala polifunzionale di Cese di Preturo si è svolto il primo tavolo scientifico sulla legge sugli Usi civici. Un appuntamento importante per quella che è stata definita «una...

L’AQUILA. Nella gremita sala polifunzionale di Cese di Preturo si è svolto il primo tavolo scientifico sulla legge sugli Usi civici. Un appuntamento importante per quella che è stata definita «una legge rivoluzionaria, con cui i cittadini sono legittimati a gestire il proprio territorio con chiarezza di ruoli». Al tavolo i rappresentanti delle Asbuc (Amministrazione separata dei beni di uso civico), il senatore Giorgio Pagliari, primo firmatario della legge, la senatrice Stefania Pezzopane, Marcello Marian, vicepresidente della Consulta nazionale delle proprietà collettive, Elena Tamaselli, avvocato esperto in Diritto agrario e Rodolfo Ludovici, avvocato esperto di Usi civici e membro della Consulta. «Ho scelto di promuovere questa legge perché è fondamentale nella gestione diretta da parte dei residenti del proprio territorio», ha detto Pagliari, «una delle novità della legge è il riconoscimento delle organizzazioni, che gestiscono i domini collettivi, come persone giuridiche di diritto privato». Questo comporta la possibilità di realizzare una gestione con procedure codificate più veloci di quelle pubbliche. La destinazione dei territori comuni a uso agro-silvo-pastorale rimane un punto fermo».
«Questa legge è l’occasione per legittimare il ruolo delle amministrazioni separate nella gestione dei territori e nella salvaguardia del proprio ambiente», ha detto l’avvocato Ludovici. «Per la popolazione locale il territorio rappresenta l’identità, la tradizione, la socialità. Chi meglio delle popolazioni residenti può attuare una gestione responsabile del territorio e valorizzare l’ambiente? Con questa legge, che fa riferimento alla Costituzione italiana», ha concluso Ludovici, «si sancisce il diritto alla formazioni di amministrazioni territoriali non più sottoposte o confuse con i Comuni, ma autonome. L’onere è quello della cura e del mantenimento del bene pubblico nel corso delle generazioni». Tonino Nardantonio, presidente dell’Asbuc di Preturo, ha sottolineato l’esigenza della collettività di riconoscersi nel territorio, portando ad esempio la grande risposta che i residenti danno alle elezioni di rinnovo delle Asbuc. Nella sola Preturo, alle scorse elezioni Asbuc ha partecipato il 90% degli aventi diritto. Nelle ultime elezioni amministrative del Comune dell’Aquila, poco più del 60% della popolazione di Preturo è andata a votare. Dai dati Istat, del 2010, risulta che in Abruzzo il 49% dell’intera superficie regionale è dominio collettivo. Questi territori sono gestiti in gran parte dalle collettività, tramite le amministrazioni separate.
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