Usura, la famiglia resta in carcere
Aggressione all’autolavaggio, la madre accusata anche di tentato omicidio
SULMONA. Resta in carcere la famiglia rom accusata di usura e di tentato omicidio (ipotesi di reato questo che riguarda solo la madre) nei confronti di una donna romena, titolare di un autolavaggio a Sulmona, colpita con una chiave inglese. Nel tardo pomeriggio di ieri, il gip Marco Billi ha infatti sciolto la riserva decidendo di prolungare la misura restrittiva nei confronti delle quattro persone finite in cella. Secondo il giudice, infatti, restano gli indizi di colpevolezza nei confronti della famiglia e c’è il rischio di una reiterazione del reato. Non è apparsa credibile, dunque, la versione fornita da Sonia Di Rosa, sulla quale pende oltre all’accusa di usura anche quella di tentato omicidio.
La donna, davanti al gip, si è difesa sostenendo che la romena aveva da tempo una relazione con il marito. E di essersi recata all’autolavaggio solo per avere un chiarimento con la rivale. La donna ha negato di aver fatto richieste di denaro affermando di essersi solo difesa quando il figlio della titolare dell’autolavaggio l’avrebbe minacciata con un forcone. A sostegno della versione dell’arrestata sarebbe spuntata una testimonianza della stessa vittima dell’aggressione che nel 2015, rispondendo alle domande della polizia su un’altra inchiesta per usura, ammise l’esistenza della relazione tra lei e Bruno Spinelli, marito della Di Rosa.
Testimonianza che però il giudice non ha preso in considerazione. Anche se per il difensore della donna, l’avvocato Silvia Iafolla, che difende anche Bruno Spinelli e il figlio della coppia Luigino Spinelli, la deposizione della titolare dell’autolavaggio potrebbe tornare utile nel corso dell’eventuale processo che potrebbe scaturire da questa indagine. Insieme al marito e al figlio di Sonia Di Rosa è indagata per usura anche la madre di quest’ultima, Liliana Morelli, (difesa dall’avvocato Giancarlo Santilli), che ha respinto ogni addebito ma che come gli altri resta in carcere. (c.l.)
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