Vaccini anti-Covid, i primi 35 agli operatori dell’ospedale

Le decisioni dall’unità di crisi per affrontare la fase della campagna per ottenere l’immunità In elenco anche la direttrice sanitaria, Cicogna: «Servono spazi e personale qualificatissimo»
L’AQUILA. Saranno 35 i primi operatori dell’ospedale del capoluogo a vaccinarsi. Prenderà il via due giorni dopo Natale, il 27, anche in Abruzzo, la campagna di vaccinazione contro il Covid-19. La prima giornata vedrà coinvolti 135, esclusivamente tra personale sanitario e Rsa e si svolgerà a Teramo.
UNITÀ DI CRISI. A stabilire le linee operative da seguire è stata ieri l’Unità di crisi allestita dall’ Asl, della quale fanno parte il direttore generale Roberto Testa, gli altri vertici aziendali e i medici che a vario titolo saranno coinvolti nelle diverse fasi dell’operazione. L’Asl aquilana disporrà di circa 8mila vaccini, un quantitativo pari a quello che verrà distribuito alle altre tre aziende sanitarie provinciali. Tra i primi a sperimentare il vaccino ci sarà anche la direttrice sanitaria Asl, Sabrina Cicogna. «Stiamo facendo una ricognizione del personale sanitario e degli ospiti delle Rsa che intendono vaccinarsi», spiega. «Entro mercoledì sera dovremmo avere un dato definitivo. In base a questo saranno allestiti due o tre punti di vaccinazione per zona. Stiamo cercando spazi adatti e personale: se ne occuperanno solo medici con molta esperienza perché la ricostruzione del vaccino è piuttosto complessa».
I NUMERI. Per quanto riguarda i numeri, almeno sulla carta, non dovrebbero esserci problemi. «Per la prima fase, dai conteggi effettuati, dovrebbero essere circa 5.000 le persone interessate dal vaccino», spiega Cicogna. «Dopo la giornata del 27 dicembre, la campagna riprenderà intorno al 10 gennaio. Da allora avremo 14 giorni per completare il primo giro di vaccinazioni e partire subito dopo con la seconda dose. I vaccini dovrebbero continuare poi ad arrivare a mano a mano». La direttrice sanitaria sembra non avere dubbi sul fatto che il ritrovato creato da Pfizer-BionTech abbia efficacia. «Sono molto ottimista sulla vaccinazione, sono pessimista su quello che sta succedendo in Inghilterra», dice, facendo riferimento alla variante mutata del virus. «Questo virus è diverso rispetto a quello della prima ondata: molto più contagioso e ha colpito fasce più giovani. Il vaccino è difficile da utilizzare, bisogna stare attenti, ci vuole personale esperto. Ma quando vaccineremo il 70% della popolazione staremo fuori dal Covid. Spero che questo possa accadere per settembre, ma tutto dipende da quante dosi arriveranno in Italia». Intanto, ripete Cicogna, non bisogna abbassare la guardia. «Va evitato assolutamente, per il bene di tutti, che Natale diventi una trappola, non bisogna abbandonarsi alle partite a carte», dice. «Personalmente a Natale sarò da sola per una scelta di civiltà. Quello che ognuno può fare vale più di ogni cosa: le terapie vengono messe in discussione tutti i giorni, l’unica soluzione al momento è il distanziamento. Bisogna usare le mascherine ed evitare assembramenti. Purtroppo in questi giorni vedo scene che non mi fanno ben sperare e una terza ondata sarebbe preoccupante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

