Vaccini, arrivano 8mila dosi E da oggi medici a domicilio

Prime 30 iniezioni per fragili e ultraottantenni che non possono muoversi
L’AQUILA. Non saranno rinviati gli appuntamenti già fissati. È rientrato l’allarme sulla carenza di vaccini alla Asl dell’Aquila, grazie alle dosi trasferite dalle altre aziende sanitarie abruzzesi e da Ancona. Oggi arriveranno anche le scorte supplementari richieste al commissario Francesco Figliuolo e domani altri tre vassoi della fornitura nazionale. Per migliorare la distribuzione e in vista dell’incremento della campagna vaccinale a partire dal 19 aprile, da oggi si centralizza la preparazione delle dosi nelle farmacie dei quattro presidi ospedalieri, L’Aquila, Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro. Intanto, sono stati acquistati i primi 40 contenitori a tenuta termica che saranno messi a disposizione dei medici di famiglia per il trasporto dei vaccini destinati ai propri assistiti. Da oggi, dunque, partiranno le somministrazioni all’Aquila e Sulmona, mentre ad Avezzano il vi a è fissato per domani. Sul fronte politico, Sinistra Italiana denuncia però «disparità di trattamento» nelle inoculazioni di AstraZeneca agli over 60, con l’Asl aquilana che non rispetterebbe le raccomandazione dell’Ema. Continuano anche le proteste di disabili e caregiver. Ieri in città cinque nuovi casi.
VACCINI IN ARRIVO. Era stato il direttore del dipartimento di Prevenzione Domenico Pompei a lanciare dalle pagine del Centro l’allarme su possibili rinvii delle somministrazioni a causa della carenza di scorte. In effetti, nel fine settimana i centri vaccinali hanno lavorato a orari ridotti, garantendo solo i richiami. Lo stesso Pompei aveva auspicato un «gesto di solidarietà» da parte delle altre Asl abruzzesi: «Il pericolo è rientrato», conferma ora il dirigente, «visto che sono arrivate dosi aggiuntive sia dalla nostra regione che dalle Marche. Ed è stata anche accolta da Figliuolo la nostra richiesta in merito a scorte supplementari, anch’esse in arrivo nelle prossime ore, insieme alle spedizioni ordinarie del mercoledì». Gli arrivi riguardano in particolare Pzifer: in tutto dovrebbero essere disponibili otto vassoi per circa ottomila dosi.
FARMACIE OSPEDALIERE. Finora sul territorio provinciale hanno funzionato due depositi di vaccini, all’Aquila e Avezzano, da cui le dosi venivano smistate ai vari centri. E si sono registrati in vari casi ritardi nel trasferimento da uno all’altro. Da oggi si cambia: «Passiamo alla centralizzazione dell’allestimento dei vaccini», spiega Pompei, «con una diversa organizzazione della logistica. I punti di riferimento saranno le farmacie dei quattro presidi ospedalieri, dove le scorte saranno preparate per essere poi inviate nei vari punti di somministrazione. Ad esempio, finora le dosi per il centro di Bazzano, all’Aquila, venivano predisposte in via Ficara: d’ora in poi si farà tutto nella farmacia del San Salvatore».
MEDICI DI FAMIGLIA. Risolto il problema del trasporto delle diverse tipologie di vaccino da parte dei medici di famiglia che hanno aderito alla campagna vaccinale. L’Asl ha acquistato, come rende noto il responsabile del Servizio del farmaco Eugenio Ciacco, i primi 40 box a tenuta termica che verranno consegnati ai medici di base con le dosi necessarie, in base agli appuntamenti fissati con gli assistiti, per poi essere riconsegnati. I 30 contenitori finora a disposizione erano insufficienti per garantire il servizio.
DOSI A DOMICILIO. Da oggi, dunque, partono le prima 30 somministrazioni all’Aquila e 20 a Sulmona. Saranno destinate a fragili e ultraottantenni che non possono muoversi. Il via libera all’operazione è stato dato ieri, nel corso della riunione con il comitato ristretto dei sindaci, dal manager dell’Asl Roberto Testa e dal direttore sanitario Alfonso Mascitelli. «Il servizio è all’inizio e sarà implementato di giorno in giorno, quindi invito alla fiducia», spiega il primo cittadino Pierluigi Biondi, «l’impegno è massimo ed è fondamentale la collaborazione di tutti». Il sindaco sottolinea l’impegno dell’Asl e in particolare di Aldo Giusti, direttore del distretto sanitario aquilano, e dei medici che stanno aderendo all’accordo regionale. «I tempi di una domiciliare sono più lunghi rispetto a quelli necessari in un punto vaccinale», conclude Biondi, «bisogna spostarsi e di volta in volta predisporre le necessarie precauzioni: confido che riusciremo a raggiungere buoni obiettivi sul territorio».
PROTESTE. Continuano le segnalazioni da parte di cittadini in attesa di vaccinazione o per problemi legati alla prenotazione. «Sono la caregiver di una disabile di 86 anni, sono iscritta alla piattaforma regionale da febbraio, ma non vengo convocata», lamenta una donna. Mentre un’altra cittadina solleva il caso dei nati nel ‘41 che «pur risultando iscritti, per un bug del sistema informatico della Regione, non vengono comunicati all’Asl».
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