Vaccini, personale, letti: così la Marsica si prepara

Corsa contro il tempo per programmare misure da adottare entro metà gennaio Urgente l’aumento di operatori. Arrivato il frigorifero per conservare le dosi
AVEZZANO. È una corsa contro il tempo quella per contrastare la terza ondata possibile dopo la prima metà di gennaio. La Regione e la Asl 1 stanno programmando un piano che prevede l’aumento di personale, di posti letto e di tamponi. Ci si organizza anche per la somministrazione del vaccino al personale sanitario. Le prossime ore saranno determinanti per capire quali contromisure saranno state adottate.
I VACCINI. I vaccini per il personale sanitario e per le fasce che rientrano nella prima fase della campagna di vaccinazione saranno somministrati all’ospedale di Avezzano. Ieri mattina è arrivato un primo frigorifero necessario per la conservazione delle dosi e si stanno preparando le stanze per il reparto vaccinale. Ha aderito alla campagna, e quindi ha dato il proprio consenso alla vaccinazione, circa il 75 per cento del personale sanitario, ma si tratta di una cifra che potrebbe aumentare nelle prossime settimane.
LE CRITICITÀ. Il quadro complessivo indica che la situazione sta migliorando, ma che l’emergenza resta. L’attuale assetto, infatti, se soddisfa quasi completamente il fabbisogno, non soddisferebbe comunque una eventuale terza ondata. I punti critici della seconda ondata nella Marsica sono stati 4. E su questi punti la Asl e la Regione starebbero lavorando impiegando tutte le risorse. Si tratta della carenza di personale, delle difficoltà di diagnostica e di tracciamento sul territorio, della carenza di posti letto Covid e della carenza di dotazione di personale Usca, in particolare ecografi polmonari, quelli che sono mancati in buona parte della seconda ondata.
I POSTI LETTO. L’incisiva riduzione dei contagi nella Marsica ha portato al graduale svuotamento di alcuni reparti di emergenza all’ospedale di Avezzano, mentre i pazienti Covid non gravi sono stati trasferiti all’ospedale di Tagliacozzo. Quello di Medicina ad Avezzano non ha più pazienti Covid e sta tornando all’attività ordinaria, ospitando cioè pazienti che rientrano nella propria competenza. Nel frattempo l’area grigia, riservata ai pazienti in attesa di ricovero, è stata svuotata in seguito alla netta diminuzione del flusso di utenti così come la tendostruttura all’esterno dell’ospedale. L’ospedale di Avezzano non è però ancora Covid free. Restano infatti ancora attivi i reparti di Malattie infettive 1 e 2. «Tale risultato positivo è stato possibile anche grazie alla valorizzazione dell’ospedale di Tagliacozzo», ha spiegato nei giorni scorsi il manager della Asl Roberto Testa. «All'Umberto I sono stati attivati 45 posti letto riservati al Covid, che hanno consentito di ospitare i pazienti colpiti dal virus che erano ricoverati ad Avezzano. Dei 45 posti letto disponibili a Tagliacozzo, 37 riguardano la lungodegenza Covid e 8 la riabilitazione (sempre Covid). Nel presidio di Tagliacozzo sono stati assicurati percorsi separati sporco-pulito, a garanzia dei pazienti e degli operatori. Il comitato per la difesa dei piccoli ospedali guidato dal presidente Rita Tabacco ritiene questa disposizione non accettabile a causa dell’inidoneità della struttura di Tagliacozzo e al riguardo ha presentato un esposto in procura.
TAMPONI. Tutte le Regioni e le Asl italiane stanno incrementando da diversi giorni la capacità diagnostica, sia dal punto di vista della quantità che della tipologia, per non farsi trovare impreparate all’arrivo della terza ondata. Si lavora addirittura per diagnosticare in modo rapido le diverse varianti di virus. La Marsica si trova ancora in grave ritardo in questo ambito. Una situazione pericolosa che potrebbe portare di nuovo al contagio dei pazienti dei reparti no Covid. Quello che è successo a novembre a causa dell’assenza di un macchinario che desse garanzie sulla negatività dei pazienti ricoverati. I test rapidi eseguiti all’ospedale di Avezzano avrebbero una percentuale di errore troppo alta che avrebbe portato al ricovero di falsi negativi. Con tutte le conseguenze immaginabili. In alternativa bisognava portare i tamponi al laboratorio di Teramo, oberato di lavoro, e attendere il referto nelle zone esterne all’ospedale, nei reparti di area grigia o, nel peggiore dei casi, nelle ambulanze o nei corridoi. Episodi, quelli avvenuti ad Avezzano, su cui ci sono state polemiche e intorno ai quali si è aperto un dibattito pubblico e mediatico. Secondo alcuni, alla base di tutto ciò ci sarebbe l’assenza del macchinario ordinato dalla Regione e dalla Asl e smarrito negli Stati Uniti. Secondo altri, tra cui il presidente della Regione Marco Marsilio, non sarebbe questa la chiave del problema. Innegabile che situazioni che hanno richiamato l'attenzione della cronaca nazionale ci sono state, e per evitare che lo scenario si ripeta sarà necessario mettere mano, in una o due settimane al massimo, alle criticità sul territorio marsicano.

