Vendita di case a un euro, sì dal consiglio

2 Luglio 2021

Pratola Peligna, progetto di recupero degli immobili del centro. Passa anche il piano per la Tari

PRATOLA PELIGNA. Il consiglio comunale di Pratola Peligna dice sì alle donazioni delle case alla simbolica cifra di un euro e approva il piano economico finanziario 2021. Il sindaco Antonella Di Nino, che solo qualche giorno fa ha presentato al livello nazionale il progetto della vendita delle case del centro storico a un euro, ha portato in consiglio questa iniziativa che sta già dando i primi frutti.
Sono cinque, infatti, le donazioni degli immobili fatte da privati al Comune, per consentirne la riqualificazione ai futuri acquirenti. Si tratta di immobili disabitati che si trovano tra Vico III Peligna (arco Fabrizi) e Vico IV Peligna (nelle vicinanze della chiesa di San Rocco). L’assessore al Commercio e alle Attività produttive Paolo Di Bacco, presentando il progetto ha ricordato che questo si inserisce nell’operazione generale di rigenerazione e recupero degli spazi in degrado. L’amministrazione comunale ha già predisposto il censimento degli immobili degradati e il prossimo 13 luglio verranno stipulati i primi atti con i nuovi proprietari. Le donazioni delle abitazioni sono state approvate all’unanimità dal consiglio comunale.
Assise compatta anche sull’integrazione al regolamento edilizio per accogliere le novità introdotte con il bonus 110, mentre a maggioranza è passato il piano economico finanziario Tari 2021, presentato dal capogruppo di Pratola Bellissima, Antony Leone, che conferma la tendenza a garantire un minor costo del servizio raccolta rifiuti a fronte di un incremento dei servizi per la collettività. Nel piano sono incluse anche le agevolazioni sulla Tari che riguarderanno le attività maggiormente colpite dalle chiusure imposte dalla pandemia. Approvato anche il rendiconto della gestione esercizio 2020 e la variazione al bilancio di previsione 2021/23, per accogliere le risorse sulla manutenzione delle strade, i finanziamenti statali per le politiche dell’infanzia, quelli regionali per i libri scolastici e le risorse, ancora statali, per l’assistenza alimentare. (e.b.)
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