Verdeaqua, lavori al capolinea: «Riaperta al pubblico a ottobre»

Manca poco al completamento della struttura di Santa Barbara: chiusa dopo le intossicazioni del 2018 Previste sei corsie da 25 metri e una piccola vasca per i bambini di 3 anni: offerta limitata per disabili
L’AQUILA. La piscina Verdeaqua tornerà ad aprire le porte al pubblico a partire dal mese di ottobre e la sede farà parte del più ampio complesso sportivo di Santa Barbara, sotto la direzione delle società Pretuziana sport di Teramo e Rari Nantes L’Aquila. Con quest’ultima già responsabile della piscina comunale. Alle porte del nuovo centro si è già trasferita da lunedì 4 settembre la segreteria della comunale, che durante la settimana – dalle 11 alle 18 – è pronta a raccogliere le iscrizioni per l’anno sportivo, a partire da ottobre. Nel frattempo, dunque, il settembre aquilano rimane a secco di piscine, lasciando i numerosi utenti sulle spine. L’impianto della piscina comunale, infatti, è stato chiuso già dal 20 agosto per permettere la predisposizione del cantiere per i restauri del sito, di cui la riapertura è prevista a febbraio 2023. «Trasferire tutte le attività dalla piscina comunale a quella di Santa Barbara richiederà a tutti dei sacrifici», anticipa il direttore della Rari Nantes L’Aquila, Gianni Bonavieri, «alla comunale siamo abituati a otto corsie da 25 metri e cinque da 16 metri, in grado di assorbire tutto il nuoto dell’Aquila, qui invece avremo solo sei corsie da 25 metri e una piccola vasca per bambini di circa tre anni. Questo, purtroppo, ci limiterà nell’offerta di alcuni corsi, inclusi quelli per le persone con disabilità». Tuttavia la nuova struttura presenterà anche alcuni vantaggi, tra cui «delle sale da adibire a palestra, due capannoni e l’adiacente pista di pattinaggio, che ci stanno permettendo di dare vita a qualcosa di più di una semplice piscina», dice Bonavieri. Nel 2018 l’impianto natatorio ex-Verdeaqua era stato chiuso per tre episodi di intossicazione da cloro dovuti ad un malfunzionamento del sistema di areazione. Da allora il complesso è rimasto completamente abbandonato per cinque anni, fino al bando di gara comunale per la riassegnazione in gestione, lo scorso fine maggio. «Abbiamo ufficialmente vinto il bando e avuto accesso alla struttura all’inizio del 2023», spiega Bonavieri, «poi abbiamo fatto gli accertamenti sullo stato dell’impianto e ripresentato il progetto di ristrutturazione, cominciando i lavori due mesi fa». Una volta sistemato completamente l’impianto elettrico, rafforzati due solai a rischio crolli e piazzate le forniture nuove, tutto dovrebbe essere pronto a funzionare, sicuramente meglio di prima. “La nostra prima preoccupazione è stata quella di fare in modo che non si verifichino mai più problemi con l’impianto di areazione simili a quelli che si sono verificati sotto la vecchia gestione», precisa Bonavieri.
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