Verdecchia (Pd): la Corte dei Conti verifichi le spese legali

AVEZZANO. Sui fondi pubblici, o meglio, sulle delibere adottate dalla giunta De Angelis, quarantamila euro per la difesa davanti al Consiglio di Stato dei sei ex consiglieri di maggioranza, sta per...
AVEZZANO. Sui fondi pubblici, o meglio, sulle delibere adottate dalla giunta De Angelis, quarantamila euro per la difesa davanti al Consiglio di Stato dei sei ex consiglieri di maggioranza, sta per posarsi l’occhio della Corte dei Conti.
La controparte, quindi i sei consiglieri reintegrati dalle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, che per fare ricorso contro la decisione della commissione elettorale presieduta dal presidente del tribunale, Eugenio Forgillo, hanno messo mano al portafogli, chiede ai giudici amministrativi di verificare se le «due delibere adottate dalla giunta comunale possono comportare un danno erariale nei confronti del Comune e, quindi, della collettività».
«Abbiamo raccolto e visionato attentamente tutti gli atti”, afferma il-neo consigliere, l’avvocato Roberto Verdecchia (Partito democratico), «con l’intento di chiedere una verifica della Corte dei Conti».
La vicenda è strettamente connessa ai ricorsi post elezioni, quando i sei consiglieri della coalizione Di Pangrazio rimasti fuori dal Palazzo sulla base di un’interpretazione del presidente della commissione elettorale (bocciata prima al Tar e successivamente dai giudici di Palazzo Spada a Roma), “per avere giustizia” misero mano al portafogli. Agli avversari, quelli che occupavano i loro scranni a Palazzo di città, invece, ci pensò la giunta comunale che per la costituzione in difesa al Tar stanziò una prima tranche di fondi, 17mila euro (delibera 242 del 2 agosto 2017) affidando l’incarico al professor Capponi. In seconda battuta, al Consiglio di Stato, la giunta De Angelis ha stanziato altri 23mila euro ( del 294 del 1 3/10/17) per il legale. I sei neo-consiglieri, che hanno pagato di tasca propria, vogliono sapere dalla Corte dei Conti «se la giunta è andata fuori binario».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

