Vertenza call center: il piano per salvare i posti

20 Luglio 2016

Alla Globe Network licenziamenti entro il 25 luglio, poi si spera nella riassunzione E Care: i sindacati chiedono di revocare i 211 esuberi dichiarati a livello nazionale

L’AQUILA. Ecare vuole ricorrere alla cassa integrazione per un anno. Ma i sindacati chiedono di revocare i 211 esuberi dichiarati a livello nazionale, di cui 26 nel call center aquilano di Monticchio, dei quali si discuterà con il committente Vodafone domani. Ieri a Roma, a Unindustria, sono partiti i tavoli sulla vertenza che coinvolge da vicino anche la nostra città. Ecare ha ufficializzato la richiesta di cassa integrazione per un anno, per tutti i siti sul territorio nazionale, e i sindacati hanno posto tre questioni: sgomberare il tavolo dagli esuberi, parlare con i committenti in merito ai volumi di traffico e chiarire la situazione degli interinali. Alla vicenda Ecare si aggiunge quella di Globe Network, dove i posti a rischio sono ben 234. «Non sappiamo chi è il soggetto a cui H3G si è rivolta. Il nostro obiettivo resta l’applicazione della clausola sociale, con il ricollocamento di tutti i 234 lavoratori». Lo ribadisce il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, che lunedì ha partecipato al tavolo ministeriale: «Abbiamo firmato un verbale», spiega Lolli, «in cui c’è scritto che l’amministratore unico di Globe Network Francesco Cisco si impegna ad aprire le procedure di licenziamento entro il 25 luglio. Poi speriamo venga fuori il nome del nuovo gestore a cui H3G dovrebbe assegnare la commessa disdetta a Globe Network, e soprattutto che si garantisca il riassorbimento di tutti i lavoratori». Il nodo da sciogliere è tutto nelle mani della società che, dopo aver disdetto lo scorso 30 giugno la commessa aquilana, a causa dei 4,5 milioni di debito erariale contratto dal fornitore Globe Network, si è impegnata a individuare un nuovo gestore e a salvaguardare l’attuale occupazione. In città è già pronto un call center, in pieno centro storico, ma manca l’ultimo tassello: l’ufficialità dell’operazione da parte di H3G. A latere, c’è il ricorso presentato da Globe Network contro la dismissione della commessa, ma il tribunale di Milano si è preso tempo. Sulla vicenda interviene la senatrice pentastellata Enza Blundo: «La crisi Globe Network è concreta, immediata e reale, mentre invece è ancora una specie di fantasma la prossima apertura del nuovo call center, che a ogni modo non garantirebbe il riassorbimento dei 234 lavoratori. In tutto questo viene da domandarsi chi ci sia davvero dietro l’apertura del nuovo call center, quali interessi politici, sociali ed economici si annidano e che cosa realmente stia facendo l’amministrazione comunale per salvaguardare i lavoratori».

Romana Scopano

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