Vertenza Intecs la Regione convoca azienda e sindacati

8 Novembre 2017

Riunione il 17 novembre, il 20 summit a Confindustria Ieri nuova assemblea dei lavoratori insieme a Lolli

L’AQUILA. Mentre scorrono veloci i 75 giorni che li separano dal licenziamento, i 68 ricercatori della Intecs cercano il sostegno delle istituzioni. La prossima riunione in Confindustria è stata fissata per il 20 novembre, mentre il 17 si riunirà il tavolo convocato dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, che ieri ha partecipato all’assemblea del personale dell’ex laboratorio di ricerca e sviluppo Technolabs. E' stata l'occasione per fare il punto della situazione e capire come muoversi, prima che scattino i 30 giorni in cui le trattative si sposteranno in Provincia. La Intecs ha annunciato la volontà di chiudere il sito aquilano, mandando a casa i 68 dipendenti, lo scorso 20 settembre: una decisione che ha scatenato i sindacati, ma anche il mondo politico, con i parlamentari abruzzesi Stefania Pezzopane e Gianni Melilla che hanno presentato due interrogazioni sulla vicenda. Lolli, che da assessore regionale alle Attività produttive sta seguendo da tempo la vertenza, si è impegnato a convocare un incontro preliminare al prossimo passaggio in Confindustria, per verificare quali siano le intenzioni dell’azienda e se ci sono i margini per individuare soluzioni alternative al licenziamento di massa. Tra i ricercatori la tensione è molto alta: «Il vicepresidente Lolli è stato invitato all’assemblea», spiegano le Rsu Fiom, «per capire quale percorso si sta mettendo in piedi e se sussistono le condizioni per raggiungere un accordo con l’azienda, che verrà discusso nella sede dell’Unione degli Industriali. Lolli ha ribadito il suo sostegno, volto a salvaguardare i posti di lavoro, e ha ricordato di essere in contatto con imprese del settore interessate a ricollocare il personale. Terminata questa fase, si attiverà il tavolo delle trattative in Provincia». Dunque, nelle prossime settimane si lavorerà per evitare la chiusura del laboratorio, anche se la strada appare tutta in salita. Va capito se ci sono altre vie da esplorare, anche se la Intecs, dopo le polemiche sollevate da alcune dichiarazioni dell’amministratore delegato Marco Casucci – passate come pressioni nei confronti della Regione in merito ai bandi Por Fers - ha ribadito la volontà di dismettere il centro aquilano, mantenendo in piedi la procedura di mobilità. «I ricercatori sono amareggiati», hanno aggiunto le Rsu, «perché sentono sulle spalle l’ingiustizia di questi licenziamenti, visto che la Intecs, nel complesso, dichiara uno stato di salute soddisfacente. L’unico ad essere sacrificato», sottolineano le Rsu, «è il sito dell’Aquila». Intanto, ancora non arrivano notizie sui progetti istruiti in Regione per ottenere finanziamenti pubblici, anche se il vicepresidente Lolli ha già chiarito che la dismissione dello stabilimento farebbe decadere i requisiti per partecipare ai bandi.
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