Vertenza Santa Croce In bilico 75 lavoratori
CANISTRO. Ci sono ancora 45 giorni per chiudere la trattativa sindacale dei dipendenti della Santa Croce. Le parti sociali stanno cercando diverse strade per poter garantire gli ammortizzatori...
CANISTRO. Ci sono ancora 45 giorni per chiudere la trattativa sindacale dei dipendenti della Santa Croce. Le parti sociali stanno cercando diverse strade per poter garantire gli ammortizzatori sociali ai 75 lavoratori dell’azienda che imbottiglia l’acqua della Valle Roveto.
Il patron della Santa Croce Camillo Colella, vista la situazione anomala, ha deciso di mettere tutti i dipendenti in mobilità. Da un anno, infatti, si attende il bando per la nuova concessione ma, visti alcuni cavilli da risolvere, la Regione sta tardando a pubblicarlo. Ieri mattina, nella sede dell’ente, c’è stato un acceso confronto tra il vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli, Colella e le parti sociali. Al centro del dibattito le varie pertinenze dello stabilimento e delle condotte che portano l’acqua nel sito di Canistro. Per la Regione, infatti, alcune di queste componenti sarebbero di sua proprietà e quindi potrebbero essere messe a bando insieme alla concessione di imbottigliamento dell’acqua della Sponga Sant’Antonio.
Per Colella, invece, sarebbero della sua società e quindi non utilizzabili da un futuro gestore delle acque. In ballo c’è anche il marchio Santa Croce. In questo rimbalzo di responsabilità ci sono però già degli sconfitti: i 75 lavoratori. Sono loro, infatti, che da ottobre rimarranno senza contratto di solidarietà e senza ammortizzatori sociali per il futuro.
«Il nuovo bando ancora non parte proprio perché c’è una situazione che dev’essere superata, legata alle pertinenze e alla contesa della proprietà tra l’azienda e la Regione», ha commentato Marcello Pagliaroli della Flai-Cgil. «Al di là del bando, senza proroga della concessione delle acque i lavoratori andranno a casa. Noi abbiamo chiesto aiuto alla Regione perché abbiamo 45 giorni per chiudere la trattativa sindacale e trovare una soluzione. Stiamo cercando di verificare attraverso il ministero se c’è la possibilità di ricorrere a una cassa integrazione straordinaria per eventi imprevisti in modo da assicurare per un anno un reddito ai dipendenti e poi passare alla mobilità. I prossimi giorni saranno decisivi». Intanto in azienda continuano a lavorare circa 25 dipendenti con i contratti di solidarietà. Gli ammortizzatori a ottobre finiranno e l’azienda resterà bloccata. (e.b.)
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