Viadotti, spaccatura sulla sicurezza

Migliorino (ministero Trasporti): «Le verifiche sono abbastanza datate». Fabris (Strada dei Parchi): «Nessuna criticità»
L’AQUILA. Il consiglio comunale ha votato all’unanimità un ordine del giorno sulla messa in sicurezza delle autostrade A/24 e A/25 che impegna il ministero dei Trasporti «a definire, entro le prossime settimane, il quadro definitivo del Piano economico e finanziario necessario per consentire la realizzazione delle opere prescritte». La risoluzione è stata approvata nella seduta straordinaria dell’assemblea convocata su richiesta del consigliere di Fratelli d’Italia Giorgio De Matteis. Presenti, alla discussione, anche il dirigente del Ministero delle Infrastrutture Placido Migliorino, a capo della Direzione generale per la Vigilanza sulle concessionarie autostradali del dicastero; il vicepresidente di Strada dei Parchi Mauro Fabris e l'esecutivo della società, nelle persone del direttore di esercizio Igino Lai, del direttore tecnico Gabriele Nati e del direttore operativo Mauro Rocchi. Il Piano economico-finanziario redatto da Strada dei Parchi per la messa in sicurezza definitiva delle due tratte autostradali ammonta a 3,2 miliardi di euro. Il documento è già stato condiviso dal Consiglio superiore dei lavori pubblici ma manca l’ok del ministero. Per tamponare l’emergenza, il governo ha stanziato nel decreto Genova 192 milioni di euro (ma Fabris ha sottolineato che non sono stati ancora firmati i decreti attuativi e ieri ha chiesto formalmente di sbloccare quei fondi). All’approvazione del Pef è legato, peraltro, anche il tema delle tariffe. Fabris ha detto chiaramente che se non si arriverà a definizione entro la fine dell’anno – e a questo punto, è difficile che ci si riesca – dal 1° gennaio le tariffe torneranno ad alzarsi, con l’aumento del 12.89% scattato a inizio anno e rimasto in vigore fino al 1° ottobre scorso, prima di essere temporaneamente sospeso dal concessionario. Il consiglio di ieri ha riproposto, in sostanza, la spaccatura già emersa tra tecnici del Mit e SdP. Migliorino ha contestato le verifiche di sicurezza fatte dalla società: «Sono state utilizzate indagini abbastanza datate, risalenti a 5 o 6 anni fa, un tempo importante per un'infrastruttura sottoposta agli agenti atmosferici che, presumibilmente, hanno prodotto ulteriori ammaloramenti. E poi non ci sono indagini sulle parti non ispezionate. Le verifiche sono state condotte utilizzando i carichi della normativa del 1962, oramai incompatibili con le sollecitazioni cui viene sottoposta l’infrastruttura». Strada dei Parchi, dal canto suo, ha ripetuto quanto detto nei mesi scorsi e cioè che i viadotti possono considerarsi sicuri in condizioni di esercizio normale, non in caso di evento sismico importante: «C’è stato un vertice in Prefettura e si è condiviso che le autostrade possano restare aperte», ha affermato Fabris,«l’abbiamo ribadito: per noi, le autostrade sono sicure».

