Viaggio di mille chilometri prima di morire nel Fucino

1 Novembre 2015

La storia del camionista colto da infarto mentre cercava di liberare il Tir dal fango Doveva consegnare cipolle a Luco, i familiari in Slovenia avvisati dall’ambasciata

CELANO. Era partito dalla Serbia per consegnare 19 bancali di cipolle nel Fucino. Aveva percorso più di mille chilometri non sapendo di andare incontro alla morte. Tesic Dragan, camionista sloveno di 50 anni, ha perso la vita quando era ormai giunto a destinazione. Finito in un fossato con il suo tir, è stato colto da un malore mentre tentava di sollevare il rimorchio con un cric.

Ai carabinieri di Celano, per ricostruire la sua identità, ci sono volute 24 ore. I militari, agli ordini del maresciallo Pietro Finanza, hanno dovuto coinvolgere due ambasciate. Il suo corpo si trova all’obitorio di Avezzano e i familiari sono ancora dall’altra parte dell’Adriatico. Il suo viaggio dall’Est Europa attraverso lungo tutta la Penisola, fino a Luco dei Marsi, era cominciato giovedì su incarico di una società di trasporti di Bolzano. Il camionista doveva consegnare gli ortaggi a un’azienda del Fucino, nel comune di Luco dei Marsi. Il 50enne, che vive con la sua famiglia in Slovenia, dovbrebbe aver caricato la merce in Germania. Un viaggio lungo e faticoso, a cui il camionista era abituato e che comunque gli avrebbe fruttato un ottimo compenso. Tutti soldi che sarebbero stati utili alla famiglia, alla moglie, di origini serbe, e ai figli.

Purtroppo è stato un viaggio verso la morte.

I carabinieri hanno comunicato attraverso l’ambasciata Serba a Roma la morte del 50enne, avvenuta per cause naturali, forse per lo sforzo dovuto al tentativo di rimettere il rimorchio in carreggiata. Nell’ambasciata Slovena, invece, sono state avviate le procedure per il rientro in patria della salma. Una operazione che potrebbe avvenire nei prossimi giorni.

Ad attenderla i familiari che ancora non sanno di preciso come il loro marito e il loro padre sia morto.

Pietro Guida

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