Viaggio nella banalità del male ad Auschwitz e Birkenau

10 Aprile 2019

AVEZZANO. “Viaggio per non dimenticare”: questo è il progetto che ha spinto 46 studenti del Liceo scientifico Vitruvio di Avezzano a percorrere 4mila chilometri in autobus per arrivare ad Auschwitz,...

AVEZZANO. “Viaggio per non dimenticare”: questo è il progetto che ha spinto 46 studenti del Liceo scientifico Vitruvio di Avezzano a percorrere 4mila chilometri in autobus per arrivare ad Auschwitz, e tornare nell’animo non più come prima. La prima tappa è stata Vienna, capitale imperiale e maestosa, con un’impronta barocca e neoclassica: palazzi, grandi parchi fino ad arrivare alla piazza degli eroi su cui si affaccia lo storico balcone della biblioteca nazionale austriaca, dove Hitler pronunciò il famoso discorso con cui annetteva l’Austria al terzo Reich. Da qui i ragazzi si sono immersi in quell’atmosfera che li ha condotti il giorno dopo nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, simboli di una delle pagine più buie dell’umanità. Una visita che lascia tanta emozione, che può sconcertare, spaventare, sconvolgere, ma soprattutto sensibilizzare gli animi e le coscienze, osservando da vicino le strade, le baracche, il muro dove rei senza colpa venivano fucilati; tutti gli oggetti confiscati agli ebrei: occhiali, scarpe, valigie, capelli esposti all’interno degli alloggi, un tempo da loro abitati; un corridoio di foto dei deportati con la data di arrivo e di morte; i muri delle camere a gas che hanno ancora i graffi fatti con le unghie dalle vittime, i forni. L’atmosfera è surreale sul momento, il profondo silenzio, il freddo, ma lascia un senso di consapevolezza che maturerà alla fine del percorso. Ci si immerge poi nella vastità di Birkenau, dove si percepisce il terrore che hanno provato i deportati: un campo immenso che arrivò a contare oltre 100mila prigionieri contemporaneamente e che fu semidistrutto dai nazisti avendo previsto l’arrivo dei sovietici, con baracche ormai inagibili per la precarietà con cui furono costruite dai prigionieri e un monumento, di fronte ai binari, a simboleggiare la tragedia, impensabile, di milioni di persone. I ragazzi sono stati invitati a riflettere sul concetto di banalità del male utilizzato dalla filosofa Hannah Arendt durante il processo Eichmann, tenuto nel 1961, a quindici anni da quello di Norimberga: egli nella macchina nazista era un semplice burocrate ma è stato poi la mente della soluzione finale dove si è perpetrata l’atrocità del campo di Auschwitz; nel processo ha affermato di non aver fatto nulla di male, di aver eseguito un ordine, come qualunque soldato. Per comprendere meglio la sofferenza inflitta alla popolazione semita la visita si è spostata nel quartiere ebraico di Cracovia, capace di raccontare la storia di questo popolo prima, dopo e durante la guerra. Le innumerevoli ore di viaggio sono state ripagate da una nuova e più profonda consapevolezza. Un viaggio, un’esperienza, un percorso... per non dimenticare.
Azzurra Bisciardi
Claudia Bisegna
Domitilla Alfonsi
Giulio Iannini
Maria Antonietta Bizzarri
Natalia D’Eleuterio
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