Violenza choc, fermato il bullo: ha rotto la gamba a un 15enne

29 Maggio 2021

Il 16enne si trova rinchiuso in una comunità di recupero, l’aggressione con una tecnica da kickboxing Incastrato da un video finito sui social come un trofeo. Estranei gli altri due minori in sua compagnia 

AVEZZANO. Rinchiuso in una comunità per minori il 16enne ritenuto responsabile dell’aggressione nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Avezzano ai danni di un coetaneo. Al ragazzino assalito era stata spezzata la gamba, in una vera e propria spedizione punitiva, tanto da essere sottoposto a un intervento chirurgico. Altri due minori presenti al momento del pestaggio sono stati sì identificati dalla polizia ma non hanno avuto un ruolo attivo nell’aggressione e per questo non sono stati raggiunti da provvedimenti.
L’episodio di violenza avvenuto il 7 maggio scorso aveva generato un allarme sicurezza nel tunnel che collega piazzale Kennedy con piazza Matteotti, già in passato al centro di analoghi episodi.
La misura restrittiva della libertà personale nei confronti del bullo, residente a San Benedetto dei Marsi, è stata eseguita dalla Squadra mobile dell’Aquila che ha condotto le indagini insieme agli agenti del commissariato di Avezzano e a quelli della polizia ferroviaria, questi ultimi prontamente intervenuti nei minuti successivi al pestaggio. Attività coordinata del questore dell’Aquila, Gennaro Capoluongo, particolarmente scosso dall’accaduto.
La vittima è uno studente 15enne di Collelongo che frequenta un liceo in città. L’attività investigativa ha permesso di accertare che il giorno prima tra i due c’era stata una lite per futili motivi nell’ambito della quale erano volati prese in giro e insulti. Così dopo aver premeditato l’aggressione, il 16enne ha raggiunto la sua vittima nel sottopassaggio della stazione ferroviaria e con una tecnica da arte marziale lo ha colpito con un “calcio a spazzata” alla gamba sinistra, fratturandogli il malleolo. Nel corso delle indagini è anche emerso che l’autore della violenta aggressione avrebbe sferrato il calcio con una tecnica appresa nella pratica della kickboxing. È sulla base degli elementi raccolti che il giudice del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, condividendo la richiesta del pubblico ministero, ha emesso l’ordinanza del collocamento in comunità e l’affidamento ai servizi sociali dell’adolescente responsabile del reato. Il minore è accusato di lesioni personali.
A incastrare l'autore del gesto un video condiviso su Instagram, quasi come un trofeo, e poi acquisito dalla Squadra mobile. «Un calcio al ginocchio fratè e s’è spezzato. Sbeng». È la frase choc pronunciata dal 16enne durante una diretta video con un amico, poi postata e rimbalzata tra gli utenti della rete fino ad arrivare alle forze dell’ordine. I fatti sono avvenuti il 7 maggio intorno alle 8. Secondo il racconto della vittima, l’aggressione si è consumata all’inizio della scalinata lato nord che conduce a piazzale Kennedy. Mentre andava a scuola in compagnia di due amiche, il ragazzino ha raccontato che il bullo gli è andato incontro, scendendo le scale, sferrandogli un unico calcio alla gamba che lo ha fatto cadere a terra. Gli investigatori lo hanno sentito in ospedale al temine dell’intervento chirurgico. Le urla delle due ragazze, anche loro sentite dagli inquirenti in qualità di testimoni, hanno richiamato gli agenti della Polfer il cui intervento ha messo in fuga il teppista. Giovane promessa del calcio, lo studente di Collelongo ha dovuto momentaneamente rinunciare al suo sogno sportivo. Dopo un primo intervento chirurgico all’ospedale di Avezzano, i medici gli hanno detto che dovrà affrontare altre operazioni in futuro. L’interrogatorio del minore, difeso dall’avvocato Jacopo Angelini, si terrà mercoledì 3 giugno alle 12. La famiglia della vittima è assistita dagli avvocati Rocco e Antonella Mancini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA