Visite ed esami saltati, l’Asl chiama a casa

8 Luglio 2020

L’azienda invita gli utenti a non riprenotarsi da soli, ma ad attendere la telefonata dei reparti per concordare nuove date

L’AQUILA. Chi ha saltato visite ed esami causa Covid dovrà aspettare la telefonata dell’Asl senza rifare daccapo la trafila dell’impegnativa rossa, del ticket, della prenotazione e della prestazione. Lo assicura l’Asl, che si riorganizza verso una «graduale ripresa» delle normali attività ambulatoriali e di ricovero e una progressiva riprogrammazione per recuperare le prestazioni a suo tempo prenotate dai cittadini ma la cui erogazione era stata bloccata a seguito dell’epidemia.
I NUMERI. Si tratta di 45mila prestazioni circa, tra visite specialistiche ed esami diagnostici, erogate direttamente dall’Asl e da privati accreditati, «per le quali i cittadini non dovranno nuovamente prenotare, ma saranno gradualmente contattati dalle Unità operative dove le prestazioni erano state prenotate, per proporre un nuovo appuntamento». L’Asl ricorda che «anche durante il periodo di maggior incidenza dei contagi, sempre nel rispetto delle linee guida regionali, non è mai stata interrotta in nessun territorio l’erogazione delle prestazioni e degli interventi chirurgici urgenti e non differibili, naturalmente in situazione di massima sicurezza per pazienti e professionisti e operatori. In questa ulteriore fase sussistono le condizioni per iniziare a recuperare gradualmente le prestazioni che erano state sospese (in quanto prive di ogni carattere d’urgenza). Saranno messe a disposizione figure professionali dedicate a richiamare i cittadini per il recupero degli appuntamenti non eseguiti. Inoltre, saranno richiamate da qui a breve anche le persone che devono recuperare gli esami legati agli screening oncologici».
«UN GRANDE SFORZO». «Le prestazioni sono tantissime», spiegano il direttore generale Roberto Testa e il direttore sanitario Sabrina Cicogna, «ma le recupereremo gradualmente mettendo in campo un grande sforzo organizzativo, coi professionisti dei nostri ospedali, i colleghi della specialistica e il privato accreditato, soprattutto tenendo conto del periodo estivo, della riduzione del personale con le ferie e il distanziamento sociale che ancora ci viene richiesto per il contenimento della pandemia e che ha condizionato la riorganizzazione di molti ambulatori specialistici con contrazione del numero di visite eseguibili in sicurezza di circa il 50%». Per quanto riguarda le prestazioni da prenotarsi da qui in futuro, i medici di base saranno coinvolti e coadiuvati nella salvaguardia delle prestazioni urgenti e prioritarie (classe U e B) e nel percorso di prenotazione delle prestazioni non urgenti che possono essere procrastinate. «Il riferimento resta il medico di famiglia, figura fondamentale anche in questa fase, per evitare il super affollamento dei pronto soccorso, che all’indomani della fine del lockdown sono stati presi d’assalto».