L'AQUILA

Volontari nel fango a Forlì e Cesena: aiuto agli alluvionati

Appunti di viaggio della Pro loco di Coppito (Prociv Arci): «L’abbraccio con chi nel 2009 ci ha portato il suo aiuto»

Ovunque acqua e fango. Case trasformate in piscine melmose, macchine trascinate via dalla forza dell’acqua e ormai da rottamare, strade dove persino camminare può diventare un’impresa ardua. Il quartiere di San Benedetto, è qui che siamo stati dirottati appena arrivati a Forlì – attivati dalla nostra Colonna mobile nazionale Prociv Arci – mostra tutti i segni della devastante alluvione.

Uno sguardo su quelle strade trasformate in un fiume di fango che i tombini non riescono più ad inghiottire, poi la ricerca di via Gorizia e via Drisko. È questa la nostra principale zona di intervento, lì dove l’acqua nelle case ha superato il metro e mezzo di altezza. Acqua diventata con il passare delle ore e dei giorni melmosa e putrida. Tanti i mezzi e i volontari di protezione civile arrivati da più parti d’Italia. E ovunque gente al lavoro, a spalare fango e a liberare negozi, case e cantine.

Tutto da tirar via e ammucchiare sui marciapiedi: cumuli di cose informi da buttare, ricordi di una vita fino a pochi giorni prima gelosamente custoditi. E in quelle case e lungo le strade centinaia di ragazzi (e persino bambini), “armati” di pale e scopettoni, a dar manforte. Nessuno si lamenta. Il motto è uno solo: “La Romagna Tin Bòta”. Una cosa che fa bene al cuore, così come i tanti volontari che, leggendo sulle nostre magliette “Protezione civile Pro loco di Coppito”, si fermano ad abbracciarci. Erano all’Aquila nel 2009, raccontano, ad assistere la popolazione nei giorni dopo il terremoto.

La solidarietà come pane prestato, un bene che unisce il Paese. Giorni intensi, poi il ritorno a Coppito e la partenza di altri 4 nostri volontari per Cesena, questa volta con la Colonna mobile della Regione Abruzzo. Anche qui a ripulire strade. A liberare una casa dal fango, a sgombrare stanze dove l’aria è ormai irrespirabile, con la proprietaria Marisa – nonostante l’età e qualche problema di salute – a fare la sua parte. Tanta fatica, ma con la certezza di aver fatto tutto con il cuore, perché nei momenti del bisogno – noi lo sappiamo – nessuno deve restare solo.

«Vi ho pensato spesso in questi giorni, perché l’aiuto ricevuto è stato immenso. Quando una calamità mette in ginocchio, il non sentirsi soli è fondamentale per continuare a sperare che prima o poi tutto rientri nella normalità». È il messaggio di Maria Pia, la proprietaria di una casa a Forlì che abbiamo contribuito a ripulire dal fango. Un “dono” inaspettato che ci è arrivato alcuni giorni fa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA