È scontro sulle multe con l’autovelox

Riparte la protesta dei residenti e dei consiglieri di opposizione: «I verbali sono illegittimi, il Comune deve annullarli»
PESCARA. L’annullamento di tutte le multe elevate fino a ora, evitando di andare avanti sulla strada dei ricorsi. A pochi giorni dalla prima sentenza pronunciata dal giudice di pace di Pescara, Maria Caprara che ha deciso di annullare 4 sanzioni beccate su via di Sotto, da una automobilista, assistita dall’avvocato Fernando Rucci, il coordinamento Pescara Colli, nato dai residenti della zona proprio per protesta sull’attivazione dell’impianto di rilevazione della velocità, torna alla carica. Alcuni referenti, Michela Di Stefano, Graziella Vinciguerra e Andrea Paolelli, affiancati dai consiglieri comunali di centrosinistra Piero Giampietro e Stefania Catalano e dal consigliere regionale Antonio Blasioli, hanno lanciato la loro richiesta diretta al sindaco Carlo Masci e alla sua giunta, in merito all’autovelox che dalla sua installazione il 22 febbraio ha prodotto oltre 20mila verbali.
«Questa prima sentenza conferma l’illegittimità di questo apparecchio», sottolinea Michela Di Stefano. «E non solo per la sua non omologazione, (motivazione alla base dell'accoglimento del ricorso da parte del giudice, ndc), ma anche per tanti punti che possono essere ancora approfonditi: la decisione di inserire questa strada nel decreto prefettizio, e il tasso di incidentalità che non è stato rilevato. Ci troviamo a chiedere al Comune di annullare tutte le multe sia di chi ha fatto ricorso che di chi non lo ha ancora presentato, con grande dispiacere per chi in buona fede ha pagato la contravvenzione. L’annullamento», continua, «significherebbe il riconoscimento fattivo da parte dell’amministrazione dell’errore commesso. Andare in tribunale significherebbe una perdita di tempo e onerosità, per via dei costi che ciascuno sosterrebbe. D’altra parte anche se il Comune dovesse soccombere rappresenterebbe un costo sempre per i cittadini». «In tutta questa situazione si è parlato spesso di sperimentazione», aggiunge Vinciguerra, colpita da più di venti multe, «senza considerare che si è fatto un esperimento sulle spalle di un quartiere, peraltro in un momento critico. Si è solo voluto fare cassa, e noi ci sentiamo offesi».
«Questo autovelox è stato proposto per una sicurezza e una educazione del quartiere a tempo», aggiunge il consigliere regionale Blasioli, riferendosi alla decisione di rimuovere l’impianto entro la fine del mese. «A questo punto, siano a tempo anche sanzioni e punti tolti, perché se c'è una prima sentenza e ne arriveranno altre». L’invito rivolto all'amministrazione da Blasioli e ad «annullare in autotutela le multe». «La sentenza dimostra che questo autovelox», affermano i consiglieri Giampietro e Catalano, «è stato un bancomat maldestro, visto che ci sono anche problemi di carattere operativo nel macchinario. È stato uno strumento per fare cassa e non per fare sicurezza stradale. La riduzione del numero di incidenti di cui parla l’amministrazione è in realtà riconducibile esclusivamente al fatto che la strada si è svuotata completamente. La giunta prenda atto di ciò che sta avvenendo ed eviti di trascinare i cittadini in tribunale».

