A 106 anni va al mare e gioca ogni giorno a carte con le amiche

Non soffre il caldo. Il suo elisir? Succo d’uva e dormire bene Detesta la politica, l’ultimo suo voto nel referendum del ‘46
MONTESILVANO. Ogni pomeriggio indossa un paio di occhiali da sole, raggiunge a piedi lo stabilimento balneare e trascorre tre ore a giocare a carte con le sue amiche. Nulla di strano se ad avere questa abitudine non fosse un’arzilla nonnetta di 106 anni per la quale il tempo sembra essersi fermato.
Nata a Napoli il 23 aprile 1909, Maria Pellino non solo è la cittadina più anziana di Montesilvano, ma è un vero fenomeno della natura come dimostrano le sue giornate ricche di impegni sia nella sua casa di via Livenza che all’ombra dello stabilimento Tre Palme. Cresciuta nel rione Capodimonte, Maria ha sposato Salvatore Esposito e con lui si è trasferita a Milano dove ha avuto 3 figli, Anna, Elena e Gianni, 6 nipoti e 10 pronipoti, lavorando in una ditta di guanti e come ricamatrice. Una volta a riposo, oltre 30 anni fa, nonna Maria e suo marito, decisero di lasciare il capoluogo lombardo per una città più a misura d’uomo e, non riconoscendo più la Napoli di una volta, scelsero Montesilvano. «Questo è un posto bellissimo», dice, «c’è il mare, la pineta. Altro che Milano o Napoli, dove ormai non si capisce più niente». Rimasta vedova, ha sempre vissuto da sola, rifiutando di essere accudita da una badante e occupandosi personalmente delle faccende domestiche, fino a quando, seppur a malincuore, ha accettato di vivere insieme alla figlia, trascorrendo l’inverno a Milano. «Non ti mando via», le dice di frequente, «solo perché sei mia figlia e non posso licenziarti». Nonostante la veneranda età, Maria non appare affatto stanca e lo dimostra ogni giorno dedicandosi ai suoi passatempi preferiti. «Gioco a scopone scientifico e vinco sempre», racconta con soddisfazione garantendo che la sua è fortuna e non ha mai barato. «Poi mi piace fare i cruciverba, guardare la Tv e leggere i giornali. M’interesso di tutto, tranne che di pallone e politica, perché è un mondo sporco», spiega ammettendo di aver votato solo una volta, nel 1946, per scegliere tra repubblica o monarchia: «Ovviamente ero a favore del re perché adesso siamo una barca senza motore». Maria ricorda poi i tempi duri della guerra, quando sono nati i suoi figli. «Non c’era da mangiare, vivevamo in 7 in un’unica stanza. Dopo di allora tutti i momenti sono stati felici». Nonna Maria non ama parlare del passato e ogni sua risposta è un inno alla vita: «Che senso ha raccontare cose di 50 anni fa. L’ultima volta che sono andata a ballare avevo 92 anni. Ricordo di aver fatto il bagno in mare a 105 e di aver festeggiato i miei cento anni a Montesilvano. Il sindaco», prosegue Maria, «venne a portarmi una targa e mi promise di mettere delle panchine sulla strada parco, ma non l’ha mai fatto».
Dopo tutto a lei poco importa perché preferisce andare in spiaggia, che evita nelle ore più calde solo perché i suoi familiari glielo impediscono. Lei dice di non soffrire il caldo. Ma qual è il suo elisir di lunga vita, considerando che nella sua i famiglia sono morti tutti giovani? «Mangio tutto, bevo succo d’uva, dormo tutta la notte e non mi frega di nessuno. Lassù», dice indicando il cielo, «mi aspettano da tanto tempo e forse si chiedono: “ma questa non viene mai?”. E io dico che per morire c’è tempo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

