torre de’ passeri

La mostra di “Centrissimo”: un viaggio nell’informazione, 40 anni in 40 prime pagine

foto di Giampiero Lattanzio 

2 Agosto 2026

Le trasformazioni politiche, la tragedia del terremoto, i grandi personaggi che nel bene e nel male hanno segnato gli ultimi quattro decenni, le imprese sportive

TORRE DE’ PASSERI. È come attraversare l’Abruzzo con il suo carico di storia: dal terremoto dell’Aquila alla Coppa del Mondo vinta nel 2006 grazie al rigore di Fabio Grosso, dal dolore delle tragedie alla gioia delle grandi imprese. Passeggiare lungo corso Mazzini significa salire sulla macchina del tempo degli ultimi 40 anni attraverso le prime pagine del Centro. Le trasformazioni politiche, i grandi personaggi che nel bene e nel male hanno segnato gli ultimi quattro decenni, le vittorie sportive che non dimenticheremo mai, le visite dei capi di Stato e dei papi: c’è tutto nella mostra a cielo aperto di Torre de’ Passeri. A partire dalla prima delle prime, quella in bianco e nero con il titolo “Dopo Craxi arriva Craxi” e l’editoriale di Ugo Zatterin, fino alle edizioni più recenti, con le illustrazioni sul dramma dei bambini del bosco di Palmoli.

Le quaranta copertine esposte per un giorno non sono elenchi di nomi o cronologie di eventi: osservarle vuol dire avventurarsi in un viaggio appassionante nel giornalismo attraverso il primo quotidiano d’Abruzzo. Vuol dire ripercorrere anche le battaglie civili di un giornale che è stato sempre dalla parte dei cittadini, raccontando i problemi – annosi e quotidiani – con senso critico e originalità. Una narrazione per istantanee scandita anche dalla trasformazione del quotidiano nella veste grafica con lo storico passaggio al colore. Non solo storia, ma anche grandi personaggi che hanno deciso di parlare a un’intera comunità affidando i loro messaggi al nostro-vostro giornale.

Come Papa Bergoglio, con l’intervista esclusiva di Giustino Parisse dal titolo “Abruzzo, coraggio”, pochi giorni prima della visita all’Aquila del 28 agosto 2022, quando il pontefice aprì la Porta Santa e incontrò i familiari delle vittime del terremoto del 2009. Oppure come Sergio Marchionne, il manager teatino che salvò la Fiat e che – nel giorno in cui annunciò 700 milioni di euro di investimenti per la Sevel, il 9 luglio 2013 – parlò della tenacia abruzzese ereditata dal padre. E infine, in quelle 40 copertine esposte sotto le stelle di Torre de’ Passeri, c’è anche tanta cronaca nera. Perché è da lì, perché è anche attraverso il racconto dei fatti così come sono avvenuti, nudi e crudi, che passa la narrazione della realtà. Oltre la propaganda, oltre le veline.

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