A contatto con il pubblico, cosa fare

Le raccomandazioni per operatori di servizi ed esercizi pubblici
PESCARA . L’Abruzzo si attiene rigorosamente ai protocolli ministeriali per la prevenzione di eventuali casi di Coronavirus.
Lo dice la Regione, che non si allinea alle posizioni di alcuni territori del Nord Italia che chiedono misure restrittive nelle scuole. Il ministero dell’Istruzione fa sapere che dopo la circolare inviata alle scuole, lo scorso 1 febbraio, «prosegue la proficua collaborazione con il Ministero della Salute in merito al controllo della diffusione delle infezioni da Coronavirus».
E nel frattempo, dopo la circolare inviata alle scuole, il ministero ne dirama un’altra, sempre a firma del direttore generale Claudio D’Amario (da poco dg della Regione Abruzzo), destinata gli operatori dei servizi ed esercizi che prevedono il contatto con il pubblico. Nell’elenco dei destinatari anche Confcommercio, Confartigianato e la Federazione delle guide e degli accompagnatori.
«Le misure devono tener conto della situazione di rischio che, nel caso in esame», si legge nella circolare, «è attualmente caratterizzata in Italia dall’assenza di circolazione del virus». Comunque, a esclusione degli operatori sanitari, il ministero ritiene sufficiente adottare «le comuni misure preventive della diffusione delle malattie trasmesse per via respiratoria, e in particolare: lavarsi frequentemente le mani; porre attenzione all’igiene delle superfici; evitare i contratti stretti e protratti con persone con sintomi simil influenzali, e adottare ogni ulteriore misura di prevenzione dettata dal datore di lavoro». Misure preventive in gran parte sovrapponibili a quelle contenute nella circolare inviata alle scuole.
Se, nel corso del proprio servizio, si venisse a contatto con una situazione “sospetta”, in attesa dell’arrivo dei sanitari, il ministero suggerisce di «evitare contatti ravvicinati con la persona malata; se disponibile, fornirla di una maschera di tipo chirurgico; lavarsi accuratamente le mani. Prestare particolare attenzione alle superfici corporee che sono venute eventualmente in contatto con i fluidi (secrezioni respiratorie, urine, feci) del malato; far eliminare in sacchetto impermeabile, direttamente dal paziente, i fazzoletti di carta utilizzati. Il sacchetto», si raccomanda, «sarà smaltito in uno con i materiali infetti prodottisi durante le attività sanitarie del personale di soccorso». (a.bag.)
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