A destra e a sinistra, ecco gli esclusi

Dal presidente del consiglio comunale ad alcuni assessori. E diversi consiglieri
FRANCAVILLA. Sono diversi i protagonisti dell’amministrazione uscente che non hanno ottenuto dalle urne quel consenso necessario per riconfermare il proprio posto, al netto di eventuali ripescaggi dopo la composizione della giunta. Da una parte e dall’altra, gli elettori hanno preferito andare verso il rinnovamento della classe dirigente: a Enrico Bruno, presidente uscente del consiglio comunale e rappresentante di Francavilla in azione, non basteranno in alcun caso i 90 voti ottenuti, motivo che lo ha spinto all’indomani dello spoglio a scrivere sui social un post che ha lasciato trasparire un filo di amarezza: «Continuerò a prendermi cura di tutte quelle persone che quotidianamente mi pongono i loro problemi», ha postato il farmacista. Per poi aggiungere: «Se è mancata la telefonata dell'ultim’ora non è stato per presunzione ma per timidezza».
Nulla da fare nemmeno per gli assessori Leila Di Giulio in lista Luciani, attestatasi a 139 voti e Giovanni Natale di Insieme siamo Francavilla, che ha chiuso a quota 110. Sempre in tema di assessori, 235 voti non sono bastati al coordinatore di Alleanza democratica Davide Campli, eletto cinque anni fa prima di ricevere la delega al Contezioso e all'Urbanistica, così come 242 preferenze non sono sufficienti a garantire l'accesso del consigliere della stessa lista Antonio Iurescia. Strada chiusa anche per Mario Gallo del Partito democratico, che ha collezionato 226 consensi.
Fronte opposizione, l’ingresso di Livio Sarchese è condizionato dalla vittoria della Russo, mentre quello di Alessandro Mantini è legato alle sorti di Roberto Angelucci. Nulla da fare per il consigliere comunale Francesco Todisco Grande di Fratelli d'Italia, che ha riportato 110 voti. Non si sono ricandidati invece i consiglieri uscenti Remo Di Palma, Stefano Di Renzo e Michele Accettella. (a.d.s.)

