A Fontanelle 50 nuovi ortolani

L’associazione Domenico Allegrino ha consegnato agli anziani i terreni da coltivare per un anno
PESCARA. Si chiamano “orti d’oro” e sono degli appezzamenti di terreno che l’associazione Domenico Allegrino mette a disposizione degli anziani desiderosi di darsi da fare coltivando la terra. L’iniziativa, nata nel 2006 nel cuore di Fontanelle, si è estesa anche a via Lago Negro. Nei giorni scorsi l’associazione ha assegnato nuovi campi a 50 persone, 50 nuovi ortolani. A ognuno di loro è stato affidato gratuitamente un orto di 75 metri quadri, con l’impianto di irrigazione, per un periodo di un anno (rinnovabile). Questi terreni si trovano in via Fosso Cavone, a Fontanelle, una delle zone sensibili di Pescara. E le persone che si avviano a vivere la nuova esperienza sono quasi tutte di sesso maschile (ci sono due donne): l’ortolano più giovane ha 60 anni, quello più grande ne ha 85. E hanno svolto le professioni più varie: pasticciere, ferroviere, impiegato, autista, muratore, carabiniere, poliziotto, finanziere, piastrellista, falegname, idraulico, usciere e funzionario di dogana, solo per dirne alcune.
Ora si reinventano. E hanno deciso di dedicarsi alla cura degli appezzamenti di terreno che l’associazione guidata da Antonella Allegrino ha destinato a questa iniziativa (in tutto 6500 metri quadri). È stata lei, nel corso della cerimonia di consegna dei terreni, ad affidare agli ortolani anche i semi per far crescere gli ortaggi. Una volta arrivati a maturazione, i prodotti coltivati saranno proprio degli ortolani, che potranno risparmiare sugli acquisti. Ma gli orti non sono soltanto un modo per mettersi alla prova e beneficiare dei frutti del proprio impegno: la coltivazione è anche una opportunità per conoscere nuove persone e stringere amicizie. Lo racconta Aquilino Colasante, 88 anni, decano degli ortolani e ex minatore in Belgio che dice di essere stato «salvato» dall’orto. «Sette anni fa , quando è morta mia moglie e sono rimasto solo mi sono dedicato alla terra. E ho trovato degli amici. Qui vengo ogni giorno, non solo a lavorare la terra ma anche a leggere, a riposare quando c’è tempo buono. Consumo una piccola parte degli ortaggi che raccolgo, gli altri li porto già cotti ai miei quattro figli. E li apprezzano molto».
«La consegna degli orti è sempre un momento di festa, in cui rinnoviamo l’impegno dell’associazione a favore di una parte della popolazione pescarese che costituisce una risorsa preziosa della nostra comunità», commenta Allegrino. «È anche un’occasione per ribadire il valore della terra, che diventa strumento per promuovere una longevità attiva e processi di socializzazione e aggregazione che hanno anche riflessi sul piano economico, visto che gli ortolani, raccogliendo i prodotti coltivati, hanno modo di risparmiare sulla spesa quotidiana. Negli orti avvengono incontri da cui nascono amicizie solide e chi ha più esperienza la mette a disposizione dei nuovi arrivati. È un progetto che portiamo avanti con impegno e orgoglio sia per i risultati che continua a dare sia perché è l’unico del Centro Sud Italia realizzato da un soggetto privato. Gli altri sono di carattere pubblico». (e.r.)
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