A Lingue arrivano anche i topi
Ateneo: dopo il crollo del soffitto, è allarme per la presenza dei roditori nel seminterrato della facoltà
PESCARA. E dopo il crollo del soffitto, nel dipartimento di Lingue e Letterature Straniere, ora è la volta dei topi. Già, poiché i piccoli roditori (anche se chi li ha visti ha parlato di «ratti grossi come gatti») ora sono arrivati nella palazzina Micara, dietro al dipartimento di Architettura, del campus dell’università d’Annunzio di viale Pindaro, ovvero nel seminterrato dove sono stati temporaneamente trasferiti i Cel, i collaboratori esperti linguistici del dipartimento di Lingue, in seguito al soffitto divelto.
Uno spazio già angusto, riferisce una lettrice del dipartimento, con una grandezza di «quattro metri per sette e con delle stampanti, le quali», sostiene la collaboratrice linguistica, «neanche dovrebbero esserci, in quanto, per evitare un inquinamento, non potrebbero essere utilizzate in ambienti non consoni, come lo sono attualmente i nostri».
In più adesso ecco i topi, che si sono fatti notare gironzolando intorno a dei tubi. Una babele, fa notare chi frequenta la palazzina, in cui in spazi ristretti si parlano nove lingue straniere diverse e nella quale si alternano, oltre agli studenti, 25 persone, a turno, con in aggiunta, sottolineano, «molti computer».
Insomma, uno spazio ridotto, nel quale è pur vero che non si tengono lezioni, ma nel quale si ricevono gli studenti e nel quale si ritira materiale didattico. E l’arrivo dei topi ha spinto il direttore del dipartimento di Lingue, Pier Carlo Bontempelli, a inviare il 7 maggio scorso una missiva al direttore amministrativo dell’università, Filippo Del Vecchio.
In questa, Bontempelli ha fatto presente che sono stati «avvistati dei ratti che fuoriuscivano in corrispondenza del soffitto». Nella lettera il direttore del dipartimento di Lingue ha chiesto un intervento urgente. Ma per il momento, ha fatto sapere l’esperta linguistica, non è ancora accaduto nulla.
«Siamo messi peggio di prima», rimarca un’altra collaboratrice linguistica, Maria Cristina Simone, esperta di tedesco.
«Nel locale non ci sono neanche le finestre», prosegue Simone, «e speriamo che entro un mese ci trovino un’altra collocazione. Anche se ne dubito. Io, comunque», conclude, «per mercoledì prossimo ho un incontro con gli studenti. Ma ci daremo appuntamento fuori dal locale».
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